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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35160/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza per: (i) presunta inutilizzabilità dei verbali di sommarie informazioni rese da Alfredo Gastone e Pietro D'Oca (art. 188 c.p.p.) perché sentiti contestualmente; (ii) vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione all'utilizzabilità di tali verbali e all'apprezzamento complessivo delle dichiarazioni delle persone offese; (iii) insufficiente prova dell'elemento materiale e della minaccia costitutiva dell'estorsione (contestando l'attribuzione delle espressioni minacciose al solo Lombardo e la deduzione di "minacce implicite" dall'alterazione dei cronotachigrafi); (iv) carenza di motivazione nel diniego delle attenuanti generiche e nel mantenimento dell'aumento della pena per la continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi manifestamente infondati e generici, confermando che l'eventuale contestualità nell'escussione di testi non determina automaticamente l'inutilizzabilità assoluta della loro dichiarazione ma incide sull'attendibilità. Ha inoltre affermato che, in presenza di "doppia conforme" di merito, la valutazione delle prove operata da Tribunale e Corte d'appello, sorretta da congrua motivazione e riscontri istruttori (dichiarazioni dei dipendenti, ritrovo di strumenti per alterare i dischi, coerenza delle testimonianze, prassi aziendale prevalente), non è sindacabile in sede di legittimità salvo vizio logico-giuridico evidente. La Cassazione ha chiarito che il reato di estorsione può integrarsi anche con minacce larvate o implicite del datore di lavoro che, approfittando della sua posizione e della condizione del mercato del lavoro, costringono i lavoratori ad accettare condizioni peggiorative. Pertanto sono state confermate le condanne di merito: per Calì Angelo anni 8 e mesi 3 di reclusione e Euro 2.500 di multa; per Lombardo Calogero anni 7 e mesi 9 di reclusione e Euro 2.100 di multa, oltre pagamento spese e pene accessorie.

Norme richiamate

  • art. 188 cod. proc. pen.

    Divieto di ascolto congiunto di alcune categorie di soggetti; la corte ha ritenuto che la violazione non comporta automaticamente inutilizzabilità assoluta della testimonianza ma influisce sulla valutazione di attendibilità

  • art. 181 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle regole sull'assunzione delle dichiarazioni (cfr. contestazione sulla modalità dell'escussione)

  • art. 191 comma 1 cod. proc. pen.

    Sanzioni per violazioni formali nell'assunzione delle dichiarazioni; la corte ha osservato che l'eventuale inosservanza può incidere sulla attendibilità ma non necessariamente sulla validità della prova

  • art. 500 cod. proc. pen.

    Regole sull'utilizzo delle dichiarazioni rese fuori dibattimento; la corte ha ritenuto che la prova decisiva era stata invece acquisita nel dibattimento e nel contraddittorio

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che definisce il delitto di estorsione; la corte ha confermato che può integrarsi anche mediante minacce larvate o implicite provenienti dal datore di lavoro

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; richiamato in relazione al diniego delle attenuanti generiche

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanze aggravanti generiche; citato nel quadro del trattamento sanzionatorio

  • art. 81 cod. pen.

    Concetto di continuazione e aumento di pena; la corte ha ritenuto corretta la valutazione della continuazione sulla base della prassi reiterata

  • art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.

    Motivo di ricorso fondato su vizio di motivazione; la corte ha ribadito i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove

  • art. 23 comma 8 DL 137/2020

    Citato in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero nella cassazione

Massime di principio

  • La somministrazione contestuale di dichiarazioni (audizione congiunta) non determina automaticamente la nullità o inutilizzabilità delle dichiarazioni: può invece incidere sull'attendibilità che il giudice deve valutare e motivare.
  • In presenza di decisioni conformi nei due gradi di merito, la Corte di cassazione esercita un sindacato limitato: può censurare la motivazione per illogicità o insufficienza ma non riformulare autonomamente la ricostruzione dei fatti proposta dalle parti.
  • Il reato di estorsione può essere integrato anche da minacce "larvate" o implicite del datore di lavoro (es. prospettazione di licenziamento) quando emerge un sistema o prassi aziendale che costringe i lavoratori ad accettare condizioni peggiorative, soprattutto se supportato da riscontri istruttori oggettivi.
  • Per far valere in cassazione censure sul travisamento della prova è necessario dimostrare in modo specifico e puntuale l'incongruenza logico-giuridica della motivazione; deduzioni generiche o alternative ricostruzioni dei fatti sono inammissibili.
  • Elementi materiali e corroboranti (ritrovamento di strumenti per alterare cronotachigrafi, coerenza tra più dichiarazioni, riscontri oggettivi) rafforzano la possibilità di ricostruire la sussistenza di condotte coattive anche senza minacce esplicite.
  • La valutazione sulla concessione o esclusione delle attenuanti generiche richiede allegazioni e prova di circostanze positive rilevanti; una censura meramente assertiva in grado di dettagliare tali elementi è destinata a essere respinta.

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