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Sentenza

Sentenza n. 1539/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, degli esiti della prova preselettiva del concorso pubblico per il reclutamento di n. 145 Dirigenti Tecnici, indetto con D.D.G. n. 2269 del 9 dicembre 2024, nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, nella parte in cui non ammettono la ricorrente alle prove scritte fissate per i giorni 19 e 20 gennaio 2026.

Giustizia amministrativa202515997

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esiti della prova preselettiva del concorso pubblico per il reclutamento di 145 dirigenti tecnici, nella parte in cui non ammettono la ricorrente alle prove scritte

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato gli esiti della prova preselettiva, deducendo l'erronea e illegittima valutazione della propria prova e la violazione dei principi di logicità, determinatezza, correttezza, ragionevolezza, parità di trattamento e buon andamento dell'azione amministrativa. Il Ministero si è costituito con formula di stile. Successivamente, con dichiarazione depositata il 14 gennaio 2026, la ricorrente ha rappresentato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e ha dichiarato di voler rinunciare al procedimento, chiedendo la declaratoria di estinzione del giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che la dichiarazione della ricorrente non consentisse di dichiarare l'estinzione per rinuncia, poiché non risultavano rispettate le formalità previste dall'art. 84, comma 3, c.p.a. Ha tuttavia ravvisato la sopravvenuta carenza di interesse e, ai sensi del combinato disposto degli artt. 84, comma 4, e 35, comma 1, lett. c), c.p.a., ha dichiarato l'improcedibilità, dopo aver dato alle parti il relativo avviso in udienza. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti costituite, in ragione dell'esito in rito e della costituzione meramente formale dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, all'esito della camera di consiglio e previo avviso alle parti.

  • art. 84, comma 3, c.p.a.

    in assenza delle formalità previste dall’art. 84, comma 3, c.p.a.

    La rinuncia al ricorso non produce la dichiarazione di estinzione se non sono rispettate le formalità previste dalla disposizione.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse conseguente alla dichiarazione della parte è stata ricondotta alla disciplina applicabile per la declaratoria di improcedibilità.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    Il ricorso è improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • La dichiarazione con cui il ricorrente manifesta di non avere più interesse alla decisione non consente di dichiarare l'estinzione per rinuncia se non sono rispettate le formalità previste dall'art. 84, comma 3, c.p.a.; in tale situazione il giudice può dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., in combinato disposto con l'art. 84, comma 4, c.p.a.
  • Quando il giudice intende definire il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse rilevata in luogo della richiesta estinzione per rinuncia, deve previamente dare alle parti il relativo avviso in udienza, consentendo il contraddittorio sulla diversa definizione in rito.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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