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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00989/2026 del 12/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della statuizione di confisca del telefono cellulare disposta dal G.i.p. nel contesto di una sentenza di patteggiamento per il reato di illecita detenzione di cocaina. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per mancata dimostrazione del nesso di pertinenzialità/strumentalità tra il telefono e il reato, censurando l'uso, da parte del G.i.p., della sola circostanza del rifiuto di fornire il codice di sblocco come prova logica dell'impiego del dispositivo nella commissione dell'illecito (rifiuto che la difesa ha qualificato come esercizio del diritto di difesa).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nella parte relativa alla confisca del cellulare, ritenendo la motivazione del G.i.p. marcata da cogenza congetturale e insufficiente rispetto al necessario accertamento del nesso di strumentalità. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla confisca del telefono cellulare e ha disposto il rinvio al Tribunale di Como, in diversa persona fisica, per un nuovo giudizio sul punto. Il Procuratore Generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio e la restituzione del telefono, ma la Corte ha optato per l'annullamento con rinvio per una nuova valutazione conforme ai principi giurisprudenziali richiamati.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sul patteggiamento: la pena è stata applicata con il rito concordato, ma l'adozione del patteggiamento non esime il giudice dall'adeguato e specifico accertamento e motivazione della confisca prevista dall'ordinamento.

  • art. 240, comma 1, cod. pen.

    Disciplina della confisca facoltativa delle cose servite a commettere il reato: il giudice deve valutare concretamente il nesso di strumentalità fra bene e reato, considerando il ruolo effettivo del bene e le modalità di realizzazione del fatto; non è ammessa una motivazione meramente astratta.

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 33432 del 03/07/2023 (Esposito)

    Richiama il principio consolidato che impone al giudice di argomentare in concreto la sussistenza del nesso di strumentalità tra bene e illecito per disporre la confisca facoltativa; principio applicato dalla Corte per valutare la legittimità della misura nel caso concreto.

Massime di principio

  • Per disporre la confisca facoltativa ai sensi dell'art. 240 cod. pen. il giudice deve fornire una motivazione concreta e specifica sul ruolo effettivo del bene nella commissione del reato; affermazioni generiche non sono sufficienti.
  • Il solo rifiuto dell'indagato di fornire il codice di sblocco del cellulare non può, di per sé, costituire prova del suo impiego nel reato poiché rientra nell'esercizio del diritto di difesa e non dimostra il nesso di strumentalità.
  • Nel rito del patteggiamento (art. 444 c.p.p.) la valutazione sulla confisca resta autonoma e subordinata alla prova del carattere strumentale del bene: il patteggiamento non autorizza trattamenti meno rigorosi della motivazione.
  • Per disporre la confisca è opportuno dimostrare anche l'esistenza di un rischio concreto che il bene possa essere nuovamente utilizzato per finalità illecite; in mancanza la misura può essere annullata e il bene restituito.
  • Se la motivazione della confisca è insufficiente, la Cassazione può annullare limitatamente a quella statuizione e rinviare il giudizio per un nuovo esame conforme ai principi giurisprudenziali.

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