Sentenza n. 1474/2026 - Firenze, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto, sezione lavoro, n. 222 del 29 maggio 2024, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito in ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto, sezione lavoro, che aveva accertato il suo diritto al beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015 per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024, condannando il Ministero all’adozione di ogni atto necessario a consentirne il godimento. Il giudicato risultava attestato dalla cancelleria del Tribunale emittente. Dopo la notifica della sentenza all’amministrazione e il decorso del termine dilatorio previsto dall’art. 14, comma 1, del decreto-legge n. 669/1996, il Ministero non aveva dato esecuzione al titolo. La ricorrente ha chiesto anche, in caso di ulteriore inadempienza, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito senza formulare deduzioni sul merito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che dagli atti non risultava l’esecuzione del titolo giudiziale. Ha ordinato al Ministero dell’istruzione e del merito di dare esecuzione integrale al giudicato, compiendo ogni adempimento necessario entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale del bilancio del Ministero, con facoltà di delega a un funzionario dello stesso Ufficio. Il commissario dovrà provvedere, entro sessanta giorni dalla richiesta dell’interessata successiva all’inutile decorso del termine assegnato al Ministero, agli adempimenti necessari e al pagamento delle somme ancora dovute. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
beneficio per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024
La sentenza del giudice ordinario, divenuta definitiva, aveva riconosciuto alla ricorrente il diritto al beneficio e imposto al Ministero l’adozione degli atti necessari per consentirne il godimento.
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza proposta per ottenere l’esecuzione del giudicato.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il termine dilatorio per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari nei confronti delle amministrazioni è stato ritenuto decorso prima della proposizione del ricorso.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato ha riconosciuto a un privato un beneficio e ha imposto all’amministrazione l’adozione degli atti necessari per renderlo effettivo, la mancata esecuzione consente al beneficiario di proporre azione di ottemperanza.
- Nel giudizio di ottemperanza, accertata l’assenza di esecuzione del titolo giudiziale, il giudice amministrativo deve ordinare all’amministrazione di adempiere entro un termine determinato, indicando gli adempimenti necessari.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione, anche prevedendo la facoltà di delega a un funzionario dell’ufficio individuato.
- Il commissario ad acta può essere incaricato di compiere gli adempimenti necessari all’esecuzione del giudicato e di provvedere al pagamento delle somme ancora dovute, entro il termine stabilito dal giudice e su richiesta della parte interessata.
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