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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38620/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La società ha impugnato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, del proprio conto corrente eseguito nell'ambito di indagini per bancarotta fraudolenta a carico di alcuni membri del gruppo Ferrero. Il ricorso deduceva carenza e genericità della motivazione sul fumus commissi delicti, assenza di un concreto nesso di pertinenzialità tra le giacenze della società e il profitto delle distrazioni contestate (art. 321 co.2 c.p.p. e art. 240 c.p.), e insufficiente indicazione del periculum in mora che giustificasse l'immediato sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso (in via principale per vizi motivazionali) annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale del riesame (Tribunale di Catanzaro) per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza del Tribunale distrettuale mancasse di una motivazione minima e circostanziata: non ha spiegato con elementi fattuali perché Palazzo Adriano s.r.l. dovesse essere qualificata, anche in via indiziaria, come societa schermo riconducibile agli indagati, né ha illustrato il nesso causale tra le somme sul conto e le condotte distrattive contestate. La Corte ha richiamato i principi giurisprudenziali sulla possibilita di confisca diretta di somme anche se immesse nel patrimonio di terzi, ma ha precisato che ciò richiede sempre indizi concreti di riconducibilita e una motivazione coerente e non apodittica.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiede una motivazione intellegibile e non apodittica; la Corte ha rilevato che l'ordinanza impugnata non soddisfaceva i requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza nella esposizione del fumus.

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle cose pertinenti al reato; la Corte ha chiesto che sia chiarito il nesso di pertinenzialità tra le somme sequestrate e il reato contestato, con indicazione di elementi concreti.

  • art. 240 cod. pen.

    Definisce il profitto del reato come vantaggio economico derivante dall'illecito; la Corte ha ribadito che, pur riconoscendo la fungibilità del denaro, occorre una diretta derivazione causale dall'attività del reo per giustificare la confisca diretta.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U. e sezioni rilevanti, es. Gubert, Coppola, Focarelli)

    Richiami consolidati: la confisca diretta di somme anche se detenute da terzi è possibile se sussistono indizi concreti di riconducibilità; il denaro è fungibile e la confisca puo essere diretta, ma non si può estendere il vincolo a rapporti meramente occasionali senza prove specifiche; inoltre la motivazione del provvedimento cautelare deve essere completa e comprensibile.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme detenute da una societa terza è possibile, ma richiede indizi concreti e motivazione circostanziata che colleghino le giacenze al profitto del reato; non basta la mera appartenenza societaria a un gruppo riconducibile agli indagati.
  • La fungibilità del denaro consente la confisca diretta di somme corrispondenti al profitto del reato dovunque rinvenute, ma resta necessario dimostrare una stretta relazione causale tra l'attività illecita e l'accrescimento patrimoniale oggetto di sequestro.
  • La motivazione dei provvedimenti cautelari deve esplicitare gli elementi di fatto e i passaggi logici che giustificano l'intervento (fumus e periculum); motivazioni generiche o apodittiche sono suscettibili di annullamento in cassazione.
  • Se il GIP ha escluso il nesso di pertinenzialità per societa coinvolte, il Tribunale del riesame deve spiegare coerentemente eventuali ragioni diverse per avallare un sequestro esecutivo su conti societari; l'incoerenza tra provvedimenti va chiarita nel dispositivo motivazionale.
  • Nel valutare il periculum in mora, il giudice deve indicare elementi concreti del rischio di dispersione delle disponibilità; il richiamo astratto ai principi non sostituisce l'accertamento fattuale.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe contestare la genericità delle argomentazioni e chiedere l'esplicitazione dei flussi finanziari e dei collegamenti societari che dimostrino la riconducibilità delle somme al profitto del reato.

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