Cassazione Penale, Sentenza n. 34957/2022 del 21/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Fermo del 17/05/2021 che aveva assolto Mosca Sonia dal reato contestato (art. 624 c.p.) per mancanza di querela e, comunque, aveva escluso l'aggravante della "destrezza". Il P.G. lamentava un vizio di motivazione: il giudice avrebbe erroneamente escluso l'aggravante senza valutare adeguatamente le modalità descritte dalla persona offesa (spostamento della borsa, rovesciamento del contenuto, raccolta degli oggetti mentre la vittima continuava a guidare) che avrebbero potuto dimostrare una condotta deliberata e astuta idonea ad eludere la sorveglianza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale ritenendo fondato il vizio di motivazione. Ha rilevato che il giudice di merito non ha analizzato in modo appropriato il racconto della persona offesa e non ha giustificato la esclusione dell'aggravante della destrezza. La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (n. 34090/2017) secondo cui la destrezza sussiste quando prima o durante l'impossessamento l'agente adotta una condotta caratterizzata da abilità o astuzia idonea a eludere la sorveglianza. Ne è conseguito l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Ancona perché verifichi se la manovra descritta sia stata deliberatamente adottata per eludere la sorveglianza e, in tal caso, riconosca l'aggravante.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
Il fatto è stato inquadrato come reato di furto disciplinato dall'art. 624 c.p.; la pronuncia impugnata aveva tuttavia assolto per mancanza di querela. La Cassazione non entra nel merito sostanziale dell'accertamento della querela ma si concentra sul difetto di motivazione riguardo all'aggravante della destrezza.
Sezioni Unite, n. 34090 del 27/04/2017 (Quarticelli)
"In tema di furto, la circostanza aggravante della destrezza sussiste qualora l'agente abbia posto in essere, prima o durante l'impossessamento del bene mobile altrui, una condotta caratterizzata da particolari abilità, astuzia o avvedutezza ed idonea a sorprendere, attenuare o eludere la sorveglianza del detentore sulla \"res\", non essendo invece sufficiente che egli si limiti ad approfittare di situazioni, non provocate, di disattenzione o di momentaneo allontanamento del detentore medesimo\"
La Corte di Cassazione richiama questo principio per distinguere tra semplice approfittamento di una distrazione e un comportamento preparatorio o abile (manovra) volto a eludere la sorveglianza: se la manovra antecedente all'impossessamento è deliberata e idonea a sorprendere la vittima, va riconosciuta l'aggravante della destrezza.
Massime di principio
- La "destrezza" come circostanza aggravante richiede una condotta attiva e abile, anteriore o concomitante all'impossessamento, non il mero sfruttamento di una distrazione non provocata dalla persona che agisce.
- Se il giudice esclude un'aggravante sulla base di valutazioni fattuali, deve motivare specificamente perché le dichiarazioni della vittima non dimostrano una manovra volta a eludere la sorveglianza; in mancanza di motivazione adeguata la decisione è annullabile in Cassazione.
- In vicende in cui la vittima descrive una manovra (es. spostamento della borsa, rovesciamento intenzionale del contenuto, raccolta rapida e fuga) il giudice di merito deve valutare se tale manovra sia stata deliberata e idonea a sorprendere la vittima: se sì, va riconosciuta la destrezza.
- Il pubblico ministero può proporre ricorso per cassazione per vizio di motivazione quando ritiene che il giudice abbia omesso di considerare elementi essenziali ai fini del riconoscimento di circostanze aggravanti.
- Prima di archiviare o assolvere per mancanza di querela o per esclusione di aggravanti, è opportuno verificare attentamente la natura dell'offesa e la rilevanza delle dichiarazioni della persona offesa, documentando le ragioni della decisione per resistere a eventuali impugnazioni.
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