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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15005/2026 del 27/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cavallo ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato la sua istanza di revoca dell'ordine di demolizione relativo a un immobile sito in Via Enrico Fermi 18/A, Quarto (NA). Il ricorrente sosteneva che: a) per il primo piano (sub 5-6) era stato rilasciato un titolo in sanatoria (titolo n. 327 del 22.01.2010) e dunque l'ordine di demolizione doveva essere revocato; b) quanto al secondo piano (sub 7-8) chiedeva la sospensione della demolizione e la fiscalizzazione dell'abuso ai sensi degli artt. 33 comma 2 e 34 comma 2 DPR 380/2001, perché la demolizione avrebbe compromesso la stabilita strutturale dell'intero fabbricato; c) ha censurato la valutazione del Tribunale circa la mancata ultimazione dei lavori al 31.03.2003, la valutazione unitaria delle due istanze di condono e il superamento dei limiti volumetrici (30% e/o 750 mc), nonche la presunta carenza di motivazione del rigetto della fiscalizzazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretto il ragionamento del Tribunale secondo cui le due sopraelevazioni costituiscono un unico intervento e devono essere valutate unitariamente, impedendo il frazionamento delle istanze per eludere i limiti volumetrici del condono. Ha confermato che il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimita del titolo in sanatoria sotto il profilo dei presupposti temporali e volumetrici e che, nella specie, sussisteva il difetto dei presupposti per il rilascio del condono (anche alla luce del superamento dei limiti volumetrici). Quanto alla richiesta di fiscalizzazione per il secondo piano, la Corte ha rilevato che non era stata dimostrata l'impossibilita oggettiva della demolizione e che la valutazione tecnica svolta dal Tribunale non appare viziata nei termini denunciati. Per questi motivi il ricorso e' stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese e tenuto al versamento in via equitativa di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 380/2001, art. 31

    Riferimento normativo tra quelli da valutare dal giudice dell'esecuzione nella verifica dei presupposti per la sanatoria; la Corte richiama la necessità di accertare i requisiti strutturali e temporali per la sanabilità.

  • D.P.R. 380/2001, art. 33, comma 2

    Norma richiamata in relazione alla possibilita di 'fiscalizzazione' in caso di ristrutturazioni: la Corte precisa che l'applicazione richiede l'impossibilita oggettiva e assoluta della demolizione, valutata tecnicamente e non meramente prospettata.

  • D.P.R. 380/2001, art. 34, comma 2

    Norma richiamata per i casi di difformita parziale: il giudice dell'esecuzione puo sindacare l'accoglimento di istanze ex art. 34 ma la fiscalizzazione e' ammessa solo in presenza di comprovata impossibilita tecnica della demolizione.

  • D.L. 30/09/2003 n.269, conv. L. 24/11/2003 n.326 (art. 32 e connessi)

    Queste disposizioni regolano la possibilita di concessione in sanatoria per determinate opere. La Corte afferma che il giudice deve verificare tempestivita della domanda, legittimazione, requisiti strutturali e temporali e, in presenza di vincoli, la conformita.

  • Legge 24/11/1994 n.724, art. 39

    «non abbiano comportato ampliamento del manufatto superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria ovvero, indipendentemente dalla volumetria iniziale, un ampliamento superiore a 750 metri cubi»

    La Corte interpreta la disposizione richiamando i due limiti alternativi (30% o 750 mc) e il principio che l'edificio va valutato unitariamente onde evitare il frazionamento artificioso delle istanze di condono.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Norme processuali mediante le quali il ricorrente ha dedotto il motivo di cassazione (violazione e falsa applicazione di legge e vizio di motivazione). La Corte ha ritenuto le censure inammissibili o infondate.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma che prevede l'onere delle spese a carico del ricorrente in caso di inammissibilita' e la possibilita per la Corte di comminare somme in favore della Cassa delle ammende; la Corte ha imposto le spese e l'equo contributo di euro 3.000.

  • Decreto legge n.137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamato limitatamente alla formula con cui il Procuratore generale ha depositato le conclusioni in udienza (contestazione processuale di rito).

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione, investito di istanza di revoca o sospensione dell'ordine di demolizione per abusi edilizi, deve verificare la legittimità sostanziale e formale del titolo in sanatoria: tempestività della domanda, legittimazione, requisiti temporali e strutturali e limiti volumetrici.
  • Quando piu interventi sull'edificio provengono dallo stesso autore e concorrono a costituire un unico manufatto, le istanze di condono devono essere valutate unitariamente per evitare l'elusione dei limiti di sanabilità (30% o 750 mc per unita e 3.000 mc per l'intero edificio).
  • La fiscalizzazione o sospensione della demolizione ai sensi degli artt. 33 e 34 DPR 380/2001 e' ammessa solo se l'impossibilita di demolire e' oggettiva e assoluta, ad esempio per rischio di compromissione della stabilita dell'edificio; l'onere di prova grava sul richiedente.
  • La Corte di legittimità non riesamina i fatti e le valutazioni tecniche di merito; i vizi che attengono alla valutazione probatoria o tecnica sono sindacabili in cassazione solo se sussiste un vizio di motivazione o error iuris manifesto.
  • Il semplice rilascio di un titolo amministrativo non esclude il controllo giudiziale sulla sua legittimità: il provvedimento di sanatoria puo' essere disapplicato dal giudice dell'esecuzione se ne risultano assenti i presupposti di legge.

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