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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16075/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione e violazione di legge relativa alla condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale. Il ricorrente contestava che la Corte territoriale avrebbe travisato le dichiarazioni del teste Gritti (commercialista) e non avrebbe tenuto conto della sua estraneità rispetto all'acquisto dei francobolli, sostenendo che tale acquisto fosse opera esclusiva dell'amministratore di diritto Animelli. Inoltre censurava l'omessa concessione d'ufficio del beneficio della sospensione condizionale della pena dopo la riduzione della stessa sotto i due anni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente non avesse contestato in modo specifico la qualità di amministratore di fatto né la presenza dei beni nel patrimonio societario; la Corte territoriale aveva correttamente valutato l'assenza di prova sull'effettiva destinazione delle somme ricavate dalla vendita dei beni strumentali e l'inattendibilità delle giustificazioni dell'imputato, anche alla luce delle dichiarazioni del teste Gritti. Quanto ai francobolli, la Cassazione ha confermato l'esistenza dell'obbligo di salvaguardia in capo all'amministratore, che imponeva a Miccolupo di attivarsi per evitare l'uscita degli stessi dal patrimonio societario. Sulla mancata concessione della sospensione condizionale, la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato: il ricorrente non aveva richiesto il beneficio in sede di merito e, comunque, risultava ostato al riconoscimento del beneficio una precedente condanna. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 5, n. 17228 del 17/01/2020, Rv. 279204

    Principio secondo cui l'imputato ha l'onere di provare l'effettiva destinazione delle somme derivanti dalla vendita di beni societari per giustificare l'assenza di distrazione; la semplice allegazione non è sufficiente se contraddetta da elementi probatori.

  • Sez. 5, n. 44826 del 28/05/2014, Rv. 261814

    Affermato l'obbligo di salvaguardia in capo all'amministratore circa i beni societari: l'amministratore deve impedire che beni acquistati escano dal patrimonio aziendale, essendo responsabile anche se il concreto acquisto sia stato posto in essere da terzi o da altro amministratore.

  • Sez. 5, n. 9536 del 07/07/1992, Rv. 192255

    Sottolinea la responsabilità dell'amministratore per la tutela del patrimonio sociale e la rilevanza dell'obbligo di vigilanza e salvaguardia sugli acquisti e sulle alienazioni di beni aziendali.

  • Sez. U, n. 22533 del 25/10/2018 (dep. 2019), Rv. 275376

    Principio secondo cui il mancato riconoscimento d'ufficio del beneficio della sospensione condizionale della pena dal giudice d'appello richiede motivazione; tuttavia l'imputato non può lamentarne la mancata concessione in cassazione se non aveva richiesto il beneficio nel giudizio di merito e/o sussistono ostacoli al riconoscimento (es. precedente condanna).

Massime di principio

  • L'amministratore di fatto risponde per mancata salvaguardia del patrimonio societario anche se alcune operazioni (acquisto o vendita) siano state materialmente compiute da altro soggetto: è tenuto ad attivarsi per impedire l'uscita di beni dal patrimonio
  • Chi contesta una distrazione patrimoniale deve provare in modo specifico e documentato la destinazione lecita delle somme ricavate dalle vendite di beni societari; mere dichiarazioni non provano l'assenza di distrazione
  • In sede di impugnazione in Cassazione non è efficace lamentare l'omesso riconoscimento di benefici (come la sospensione condizionale) se l'interessato non li ha chiesti nel giudizio di merito, soprattutto quando sussistono precedenti ostativi
  • La Corte d'appello deve motivare sul mancato esercizio del potere-dovere di concedere benefici, ma la mancata richiesta da parte dell'imputato può precludere il riesame in Cassazione
  • In giudizi per bancarotta fraudolenta il quadro probatorio complessivo e le dichiarazioni dei testi sono decisive: contraddizioni o mancanza di prove sulla destinazione delle somme favoriscono la responsabilità dell'amministratore

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