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Sentenza

Sentenza n. 8883/2026 - Roma, Sezione 3B

istanza di revoca del commissario ad acta nominato con sentenza n. 13026 del 27 giugno 2024, resa in accoglimento del ricorso n. RG 3370/2024 per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 1092 del 6 settembre 2023.

Giustizia amministrativa202403370

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero e del precedente Commissario ad acta nell'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 1092 del 6 settembre 2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (parte vittoriosa nel giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La parte ricorrente ha chiesto la revoca e sostituzione del Commissario ad acta nominato con la precedente sentenza del TAR Lazio n. 13026 del 27 giugno 2024, adottata per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 1092 del 6 settembre 2023. La richiesta è stata motivata dal persistente inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il TAR aveva disposto, con ordinanza n. 20971 del 24 novembre 2025, l'acquisizione di una relazione aggiornata sulle attività svolte dal Commissario ad acta, ma il Ministero non ha riscontrato l'ordinanza senza addurre giustificazioni. Dagli atti non risultava né l’esecuzione del giudicato da parte del Ministero né l’attività esecutiva del Commissario già nominato.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda incidentale di sostituzione del Commissario ad acta, rilevando la persistente inottemperanza del Ministero e l’inerzia dell’organo commissariale precedentemente nominato. Ha nominato in sostituzione il Prefetto di Roma, con facoltà di delega a un dirigente del medesimo Ufficio, assegnandogli il termine di novanta giorni dalla comunicazione d’ufficio o dalla notificazione del provvedimento per dare esecuzione al giudicato. Il Commissario potrà avvalersi delle strutture e dei sistemi delle amministrazioni interessate e sostituirsi integralmente all’amministrazione inerte; le amministrazioni dovranno eseguire senza indugio le sue richieste, in quanto il Commissario è longa manus del giudice dell’ottemperanza. Le eventuali spese della procedura commissariale sono poste a carico del Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese della fase processuale, liquidate in euro 450, oltre IVA e CPA, con attribuzione ai difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell’incidente di esecuzione del giudicato e consente al giudice dell’ottemperanza di adottare le misure necessarie per assicurare l’attuazione della decisione, inclusa la sostituzione del Commissario ad acta inefficace.

  • art. 93 c.p.c.

    con attribuzione ex art. 93 c.p.c.

    Consente l’attribuzione delle spese liquidate ai difensori che si sono dichiarati antistatari.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la persistente mancata esecuzione del giudicato da parte dell’amministrazione legittima il giudice a sostituire il Commissario ad acta precedentemente nominato quando anche quest’ultimo sia rimasto inerte.
  • Il Commissario ad acta nominato nel giudizio di ottemperanza è longa manus del giudice e può, nei limiti del mandato ricevuto, sostituirsi integralmente all’amministrazione inadempiente; le amministrazioni interessate sono tenute a dare senza indugio esecuzione alle sue richieste.
  • Le spese della procedura commissariale e dell’incidente di esecuzione possono essere poste a carico dell’amministrazione che, con la persistente inottemperanza al giudicato, ha reso necessario l’intervento sostitutivo del giudice.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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