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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14827/2023 del 06/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendolo fondato: ha ritenuto che il Tribunale di Napoli Nord abbia violato l'art. 665, comma 4, c.p.p. pronunciandosi non competente funzionalmente. Ha quindi annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Lodi, ritenuto competente per l'istanza di applicazione della disciplina della continuazione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord (07/09/2022) che, su istanza ex art. 671 c.p.p., aveva riconosciuto il vincolo della continuazione tra più reati e rideterminato il trattamento sanzionatorio a quattro anni di reclusione. Il Procuratore ha dedotto la violazione di legge poichè il Tribunale di Napoli Nord si era pronunciato pur essendo incompetente: l'ultima sentenza irrevocabile nei confronti del condannato era stata deliberata dal Tribunale di Lodi il 25/01/2021, passata in giudicato il 27/05/2022, e quindi, ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p., la competenza per la decisione sull'incidente di esecuzione spettava al giudice dell'esecuzione che ha emesso per ultimo il provvedimento divenuto irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen.

    L'art. 665, comma 4, c.p.p. stabilisce il principio di competenza funzionale secondo cui il giudice dell'esecuzione competente è quello che ha emesso per ultimo, rispetto al momento della presentazione della domanda, il provvedimento divenuto irrevocabile; applicato qui per attribuire la competenza al Tribunale di Lodi.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che consente la presentazione dell'istanza tesa al riconoscimento del vincolo della continuazione; nel caso, l'istanza era stata proposta in base a questo articolo ma doveva essere decisa dal giudice competente ai sensi dell'art. 665 c.p.p.

  • Giurisprudenza di legittimità

    Sez. 1, n. 15856 dell'11/02/2014 (Jadid); Sez. 1, n. 2141 del 20/12/2011 (Pasquale)

    Tali precedenti consolidano il principio interpretativo dell'art. 665, comma 4, c.p.p.: la competenza funzionale è inderogabile e va valutata rispetto al momento della presentazione della domanda, attribuendo decisione al giudice che ha emesso per ultimo il provvedimento divenuto irrevocabile.

Massime di principio

  • La competenza a decidere sull'incidente di esecuzione relativo al riconoscimento della continuazione spetta al giudice dell'esecuzione che ha emesso per ultimo un provvedimento divenuto irrevocabile, valutando la situazione rispetto al momento di presentazione dell'istanza.
  • Se un giudice non competente funzionalmente decide sull'istanza, la decisione può essere annullata dalla Corte di legittimità e gli atti devono essere trasmessi al giudice effettivamente competente.
  • Prima di presentare o decidere un'istanza ex art. 671 c.p.p. occorre verificare con precisione le date delle sentenze irrevocabili (data di deliberazione e data in cui sono divenute definitive) per definire quale sia il giudice dell'esecuzione competente.
  • Il principio è inderogabile: neppure il fatto che l'istanza sia già stata trattata sostanzialmente dal giudice in sede locale impedisce l'annullamento se dalla verifica risulta incompetenza funzionale.
  • In caso di dubbio sulla competenza, il giudice investito dell'istanza dovrebbe dichiarare la propria incompetenza e trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente, evitando provvedimenti che possano poi essere annullati.

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