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Sentenza

Sentenza n. 354/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento della Deliberazione del Consiglio Comunale di Carife n. 16 del 17 giugno 2025, con oggetto “Acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis del DPR 327/2001 in ditta germani…omissis, in favore del Comune di Carife ente espropriante e beneficiario dell’espropriazione, per l’acquisizione al proprio patrimonio indisponibile dei beni immobili occorsi per la realizzazione del Parco Archeologico della "Addolorata"”; del Decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis D.P.R. n. 327/2001 n. 3/2025 Registro Generale n. 6 del 7 maggio 2025 di beni immobili per scopi di interesse pubblico censite al catasto terreni al foglio n. 10 p.lla n. 1178 (ex p.lla 35) superficie occupata mq 364 e foglio n. 10 p.lla 1180 (ex p.lla 36) superficie occupata mq 402, notificato a mezzo raccomandata a/r in data 9 maggio 2025; dell’atto di avvio del procedimento amministrativo prot. n. 648 del 6 febbraio 2025; di tutti gli ulteriori atti presupposti, conseguenziali e connessi ancorché di data e tenore sconosciuti.

Giustizia amministrativa202600095

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione consiliare e decreto comunale di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 di aree private destinate alla realizzazione di un parco archeologico, nonché atto di avvio del procedimento

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorso, trasposto in sede giurisdizionale da un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, è stato proposto da tre eredi della proprietaria dei terreni. Gli interessati hanno dedotto che il Comune, dopo avere occupato le aree senza perfezionare l’espropriazione e dopo la sentenza n. 110/2025 del medesimo TAR che aveva accertato l’illegittimità dell’occupazione e imposto la restituzione, aveva avviato e concluso il procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001. I ricorrenti hanno eccepito l’incompetenza del Comune e il difetto assoluto di attribuzione, sostenendo che la materia sarebbe riservata al potere ministeriale e che non vi sarebbe stata delega o autorizzazione. Hanno inoltre dedotto la violazione dell’art. 97 d.lgs. 42/2004. Nel ricorso avevano anche contestato, in precedenza, il criterio di determinazione dell’indennità, sostenendo che essa dovesse essere calcolata sul valore dei beni al momento dell’acquisizione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza semplificata, ritenendolo manifestamente infondato. La precedente sentenza n. 110/2025, non impugnata, aveva riconosciuto al Comune una triplice alternativa per porre fine all’occupazione sine titulo: accordo negoziale, restituzione dei terreni previa riduzione in pristino, oppure acquisizione autoritativa ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con effetto ex nunc e corresponsione dell’indennizzo e del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima. Il decreto impugnato è stato adottato proprio in esecuzione di tale sentenza e in conformità alle sue statuizioni, come già rilevato dal TAR nella precedente sentenza n. 1282/2025, anch’essa non impugnata. Le contestazioni sull’ammissibilità del potere comunale e sulla violazione dell’art. 97 d.lgs. 42/2004 avrebbero dovuto essere dedotte nel precedente giudizio, eventualmente mediante impugnazione della sentenza n. 110/2025; non potevano essere utilizzate per contestare, in un nuovo giudizio, un’attività amministrativa pienamente conforme al giudicato. Il TAR ha inoltre ribadito che le controversie sulla determinazione dell’indennizzo ex art. 42-bis, comprese le somme dovute per l’occupazione senza titolo, appartengono alla giurisdizione ordinaria. Nulla sulle spese, poiché il Comune non si è costituito.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    acquisizione sanante dei beni utilizzati per scopi di interesse pubblico, con effetto ex nunc, corresponsione dell’indennizzo e risarcimento del danno da occupazione illegittima

    La disposizione consente all’amministrazione, quale alternativa alla restituzione del bene occupato sine titulo, di acquisirlo autoritativamente per ragioni di interesse pubblico, corrispondendo l’indennizzo previsto dalla legge e il risarcimento per il periodo di occupazione illegittima.

  • art. 97 d.lgs. 42/2004

    La violazione dedotta dai ricorrenti non è stata esaminata nel merito, poiché il TAR ha ritenuto che la relativa contestazione avrebbe dovuto essere proposta nel precedente giudizio.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La precedente sentenza aveva utilizzato il potere conformativo per imporre al Comune di scegliere entro un termine tra restituzione e acquisizione dell’immobile e per stabilire gli adempimenti conseguenti.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata all’esito dell’udienza cautelare, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato riconosce all’amministrazione, per porre fine a un’occupazione sine titulo, l’alternativa tra restituzione del bene e acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, l’adozione del provvedimento acquisitivo conforme alle statuizioni giudiziali costituisce esecuzione della sentenza e non può essere contestata in un nuovo giudizio mediante censure che avrebbero dovuto essere dedotte contro la sentenza presupposta.
  • Il giudicato che impone all’amministrazione di scegliere tra restituzione e acquisizione sanante vincola l’esercizio successivo del potere nei limiti stabiliti dalla pronuncia; l’amministrazione che adotta l’acquisizione ex art. 42-bis deve rispettarne le condizioni, compresi l’effetto ex nunc, la corresponsione dell’indennizzo e il risarcimento del periodo di occupazione illegittima.
  • Le controversie relative alla quantificazione dell’indennizzo dovuto in caso di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, comprese le somme dovute per l’occupazione senza titolo nella misura prevista dal comma 3, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.
  • Le contestazioni sulla legittimità del potere esercitato dall’amministrazione e sui presupposti dell’acquisizione sanante devono essere dedotte nel giudizio avente a oggetto la decisione amministrativa o giudiziale presupposta; non possono essere fatte valere per la prima volta contro un successivo atto meramente esecutivo conforme al giudicato.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicità

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