Cassazione Penale, Sentenza n. 47660/2024 del 31/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso ordinanza di rigetto del ricorso contro decreto di sequestro preventivo del profitto del reato, disposto anche per equivalente, per presunta indebita appropriazione di somme commessa dalla ricorrente in qualità di amministratrice di sostegno di Grazia Maiuolo. Due motivi: 1) mancanza del nesso di pertinenzialità tra gli oggetti del sequestro e il reato e insufficiente vaglio del fumus commissi delicti; 2) violazione dell'art. 354 c.p.p., con dedotta assenza del fumus e carente motivazione in ordine al sequestro preventivo per equivalente
La decisione
La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure erano essenzialmente critiche della motivazione dell'ordinanza di merito e che, ai sensi dell'art. 325 comma 1 c.p.p., il ricorso per cassazione contro le ordinanze ex art. 324 c.p.p. è consentito solo per violazione di legge; le doglianze motivazionali sono ammissibili in cassazione soltanto se la motivazione manca del tutto o è meramente apparente. Le doglianze della ricorrente sono risultate generiche e attinenti alla motivazione, perciò inammissibili. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende
Norme richiamate
art. 325 cod. proc. pen.
il ricorso per cassazione avverso le ordinanze emesse a norma dell'art. 324, cod. proc. pen., è consentito soltanto per violazione di legge
Limita l'ambito del ricorso per cassazione contro ordinanze ex art. 324 c.p.p.: non è consentito impugnare in Cassazione le critiche alla motivazione, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o meramente apparente
art. 324 cod. proc. pen.
Rimando alla norma che disciplina le ordinanze impugnabili in Cassazione; qui richiamata per circoscrivere la tipologia di provvedimenti impugnabili e le modalità di impugnazione
art. 354 cod. proc. pen.
Richiamato dalla ricorrente in relazione alla motivazione del sequestro per equivalente; la Corte però non ha esaminato il merito della presunta violazione sostanziale di tale norma in quanto ha dichiarato il ricorso inammissibile per ragioni formali attinenti alla natura delle censure
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse ai sensi dell'art. 324 c.p.p. è ammissibile principalmente per violazione di legge; critiche generiche alla motivazione sono inammissibili
- Per far valere vizi motivazionali in Cassazione occorre dimostrare che la motivazione manca del tutto o è meramente apparente, ossia affetta da vizi così radicali da rendere incomprensibile l'itinerario logico-giuridico seguito dal giudice
- Nelle impugnazioni di sequestri preventivi, contestazioni sul nesso di pertinenzialità e sul fumus commissi delicti devono essere formulate in modo puntuale e documentato; doglianze generiche non superano il filtro di ammissibilità
- Se l'obiettivo è contestare valutazioni di fatto o della prova occorre utilizzare i rimedi e i gradi di giudizio appropriati e concentrarsi su specifiche violazioni di norme o errori giuridici rilevabili in sede di legittimità
- Prassi operativa: nella redazione del ricorso in Cassazione indicare esattamente le presunte violazioni di legge, i passaggi motivazionali mancanti o illogici e fornire riferimenti giurisprudenziali puntuali per sostenere che la motivazione è assente o apparente
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