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Sentenza

Sentenza n. 2286/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'accertamento e la dichiarazione dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione sulla domanda n. 42051 inoltrata dal ricorrente in data 03/12/2024 per il riconoscimento del titolo di formazione professionale nonché per l'accertamento e la condanna all'obbligo di provvedere sulla domanda n. 42051 presentata dal ricorrente in data 03/12/2024 per il riconoscimento del titolo di formazione professionale.

Giustizia amministrativa202507478

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulla domanda di riconoscimento di un titolo di formazione professionale conseguito all'estero

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente riconoscimento)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dalle amministrazioni ministeriali sulla domanda di riconoscimento di un titolo di formazione professionale conseguito all'estero, presentata il 3 dicembre 2024, nonché la condanna delle amministrazioni all'obbligo di provvedere. Ha dedotto la sussistenza di un obbligo di conclusione del procedimento e l'inutile decorso del termine previsto dalla legge. Il giudice ha rilevato che il ricorrente è titolare di una situazione giuridica soggettiva legittimante e che l'amministrazione è rimasta inerte rispetto a una formale istanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso quanto all'accertamento dell'inerzia amministrativa e ha ordinato alle amministrazioni resistenti di adottare un provvedimento espresso sulla domanda entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se più breve. Il giudice ha chiarito che, a fronte di una formale istanza del privato, l'amministrazione deve concludere il procedimento anche qualora ritenga la domanda irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo il caso limite della palese pretestuosità. In caso di ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il dirigente generale competente, senza facoltà di delega e senza compenso, con un ulteriore termine di 120 giorni. Le amministrazioni sono state condannate al pagamento di 1.500 euro per spese di lite, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    il termine generale previsto dalla legge n. 241 del 1990 appare inutilmente decorso

    La scadenza del termine di conclusione del procedimento, unitamente alla sussistenza dell'obbligo di provvedere, integra i presupposti del silenzio-inadempimento.

  • art. 31 c.p.a.

    La tutela avverso il silenzio consente di accertare l'inerzia dell'amministrazione e di ordinare l'adozione di un provvedimento espresso, con nomina del commissario ad acta in caso di persistente inottemperanza.

Massime di principio

  • La tutela avverso il silenzio presuppone la sussistenza di un obbligo dell'amministrazione di provvedere su un'istanza del privato e l'inutile scadenza del termine per la conclusione del procedimento.
  • A fronte di una formale istanza del privato, l'amministrazione deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso anche quando ritenga la domanda irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo il caso limite della palese pretestuosità.
  • L'accertamento dell'inerzia comporta l'ordine giudiziale all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato; in caso di ulteriore inottemperanza può essere nominato un commissario ad acta, anche contestualmente alla sentenza.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti specialiTermini del procedimento e silenzio
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad actaBuona fede e correttezza della PA

Testo integrale

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