Sentenza del 30/03/2023 n. 8950 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia originava dagli avvisi di accertamento per il recupero di IRPEF, IRAP e IVA relativi agli anni d'imposta 2004, 2005 e 2006, fondati sul disconoscimento della natura di ente non commerciale dell'associazione e quindi sulla perdita dei relativi benefici fiscali; in cassazione il contribuente deduceva sette motivi contro la sentenza di secondo grado che aveva confermato gli accertamenti
La decisione
Il giudizio di cassazione è stato dichiarato estinto ai sensi dell'art. 6, comma 13 del D.L. n. 119/2018 perché la parte contribuente ha aderito alla definizione agevolata (depositando la relativa domanda e versando la prima rata) e non risulta che l'Amministrazione abbia notificato un provvedimento di diniego entro il termine previsto né che le parti abbiano chiesto la fissazione dell'udienza ai sensi del comma 3 dell'art. 391 c.p.c.; inoltre è stata confermata la regola secondo cui le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate
Norme richiamate
D.L. n. 119 del 2018
La norma prevede l'estinzione del processo in caso di definizione agevolata, ove non intervenga diniego dell'Amministrazione entro il termine stabilito; in tale ipotesi il processo si estingue e le spese restano a carico della parte che le ha anticipate
D.L. n. 98 del 2011
condono (definizione) citato per l'anno 2004
Nel caso specifico è stata riconosciuta la definizione (condono) per l'anno 2004, con conseguente estinzione della relativa contestazione in base alla normativa di settore
L. 17 dicembre 2018, n. 136
conversione D.L. n. 119/2018
Conversione che ha confermato le disposizioni sul regime di definizione agevolata e i termini/processi di estinzione relativi
Codice di procedura civile
Consente alle parti di chiedere la fissazione dell'udienza nonostante la definizione, ma nelle ipotesi in cui si voglia evitare l'estinzione del processo per consentire la trattazione; l'omissione di tale richiesta determina comunque l'estinzione del processo se ricorrono le condizioni della definizione
Massime di principio
- Se il contribuente aderisce a una procedura di definizione agevolata e versa le somme previste, il processo relativo alle partite così definite si estingue automaticamente se l'Amministrazione non notifica un provvedimento di diniego entro il termine previsto dalla norma
- Per evitare l'estinzione del processo dopo la domanda di definizione, la parte interessata deve espressamente chiedere la fissazione dell'udienza ai sensi dell'art. 391 c.p.c.; in mancanza, il giudice dichiarerà l'estinzione
- L'estinzione per definizione agevolata non decide le questioni di merito: estingue il processo ma non costituisce pronuncia sulla fondatezza degli accertamenti
- Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate (norma imperativa da considerare nella valutazione economica della definizione)
- È essenziale conservare e depositare prova del perfezionamento della definizione (domanda e ricevute di pagamento) e vigilare sui termini entro i quali l'Amministrazione può eventualmente notificare il diniego
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