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Sentenza

Sentenza del 30/03/2023 n. 8990 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della pronuncia di merito (CTR Campania) che aveva accolto l'appello della contribuente rideterminando il carico TARSU al 50% limitatamente all'unità immobiliare ove si producevano rifiuti speciali assimilati smaltiti in proprio. Il Comune deduceva che il giudice d'appello aveva fatto indebita applicazione dell'efficacia espansiva esterna del giudicato formatosi in precedenti pronunce favorevoli a Sabel Log., senza considerare che gli elementi fattuali rilevanti (produzione di rifiuti speciali, smaltimento in proprio, individuazione delle superfici) non sono tendenzialmente permanenti e possono variare di periodo d'imposta; lamentava inoltre omesso esame di fatti decisivi e la legittimità dell'esercizio del potere di assimilazione dei rifiuti da parte dell'ente impositore ai sensi della normativa ambientale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (assorbito il secondo), ritenendo errata l'applicazione operata dal giudice di merito dell'efficacia espansiva esterna del giudicato poiché gli elementi posti a fondamento dell'esenzione o della riduzione (produzione e smaltimento in proprio dei rifiuti speciali) non hanno natura tendenzialmente permanente e possono variare tra periodi d'imposta. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, per il riesame della controversia e per la regolazione delle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5

    Fondamento delle censure in cassazione per violazione di legge e omesso esame di fatto decisivo; utilizzato per inquadrare i motivi di impugnazione.

  • art. 2906 c.c.

    Riferito al principio del giudicato; la Corte richiama la necessità che gli accertamenti su elementi permanenti possano avere efficacia oltre il periodo di imposta.

  • art. 2909 c.c.

    Richiamato in relazione agli effetti del giudicato e alla loro estensione nei rapporti tra le stesse parti.

  • D.Lgs. 152/2006, art. 198, comma 2, lett. g)

    Norma ambientale richiamata in rapporto alla disciplina dei rifiuti e alla possibilità di assimilazione; utilizzata dal ricorrente per sostenere la legittimità dell'assimilazione operata dall'ente.

  • D.Lgs. 22/1997, art. 21

    Richiamato in relazione ai criteri di assimilazione dei rifiuti e alla potestà amministrativa in materia ambientale.

  • art. 276 c.p.c.

    Citato in relazione all'ordine delle questioni da trattare; la Corte spiega l'adozione del principio processuale della 'ragione più liquida' nel giudizio.

  • art. 24 Cost. e art. 111 Cost.

    Richiamati a fondamento del principio processuale che consente al giudice di sostituire il profilo dell'evidenza a quello dell'ordine delle questioni, in funzione della ragione più liquida.

  • Cass. Sez. U., 16 giugno 2006, n. 13916 (giurisprudenza sul giudicato ultrattivo)

    Principio interpretato dalla Corte: l'efficacia ultrattiva del giudicato opera solo con riferimento a elementi tendenzialmente permanenti della fattispecie (qualificazioni giuridiche stabili), non rispetto a fatti variabili da periodo a periodo come lo smaltimento in proprio dei rifiuti.

  • Cass. (varie), 7 luglio 2022 e altre pronunce su Tari/Tarsu

    Giurisprudenza recente richiamata che considera lo smaltimento in proprio e la produzione di rifiuti come elementi non necessariamente durevoli tra i periodi d'imposta.

Massime di principio

  • L'efficacia esterna/ultrattiva del giudicato tributario vincola le parti solo quando l'accertamento riguarda elementi della fattispecie di carattere tendenzialmente permanente (es. qualificazioni giuridiche stabili) e non può essere automaticamente estesa a fatti suscettibili di variazione periodale.
  • La produzione di rifiuti speciali e lo smaltimento in proprio sono elementi fattuali che possono variare di periodo d'imposta; pertanto decisioni precedenti che accertano la non assimilabilità o lo smaltimento in proprio non obbligano automaticamente gli enti impositivi per periodi successivi, salvo prova della persistenza di tali condizioni.
  • In contenziosi TARI/TARSU il comune che pretende l'assoggettamento o l'assimilazione deve fornire adeguata e specifica prova in ordine alla natura dei rifiuti e alle superfici interessate; analogamente il contribuente deve documentare lo smaltimento in proprio (registro rifiuti, documentazione operativa, fatture, procedure interne).
  • Quando l'applicazione del giudicato è invocata come motivo decisivo, il giudice deve verificare se gli elementi accertati in precedenti pronunce costituiscono effettivamente fatti o qualificazioni durevoli; in caso contrario è necessario procedere al riesame sul merito per il periodo di imposta litigioso.
  • Per sindacare l'assimilazione dei rifiuti occorre richiamare la normativa ambientale pertinente (D.Lgs. 152/2006 e D.Lgs. 22/1997) e valutare se l'ente abbia correttamente esercitato il potere di assimilazione con idonea istruttoria e prova.

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