Cassazione Penale, Sentenza n. 4293/2022 del 07/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Piacenza che ha, in sede di riesame, revocato il sequestro preventivo delle quote societarie di Mc Project s.r.l. e dei beni ad essa pertinenti, e ha annullato il decreto di sequestro relativo alle quote e beni della società Bess s.r.l., nonché alle giacenze di conti correnti e strumenti finanziari degli indagati. Il pubblico ministero deduceva quattro motivi: 1) errore nell'escludere il periculum in mora e la necessità del sequestro rispetto al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale; 2) errata qualificazione e valutazione del fumus del reato di appropriazione indebita con riferimento all'utilizzo di fondi di Mc Project per pagare la prima rata del concordato fiscale di M.C.R.; 3) errata valutazione del fumus del reato di autoriciclaggio in relazione all'acquisto e al finanziamento dell'operazione immobiliare tramite la società Bess; 4) difetto assoluto di motivazione in ordine al fumus del reato di trasferimento fraudolento di valori e di intestazione fittizia (art. 512-bis c.p.) con riferimento alla Bess e all'immobile di Zoagli.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo in parte. Ha ritenuto inammissibili come doglianze dedotte in cassazione molte delle censure che attengono a meri vizi di motivazione (sul punto la limitazione dell'impugnazione in materia di misure reali). Ha confermato la fondatezza dell'argomentazione del Tribunale circa l'assenza di grave indizio di appropriazione indebita, condividendo la valutazione che Mc Project poteva avere un interesse a finanziare la definizione agevolata dei debiti fiscali di M.C.R. (anche alla luce della possibilità di escussione ai sensi dell'art. 14 d.lgs. 472/1997) e che la documentazione successiva (decisione della Commissione Tributaria Regionale) poteva essere assunta in considerazione. Ha altresì ritenuto non sussistente, allo stato degli atti, il fumus dell'autoriciclaggio per i motivi esposti dal Tribunale (mancanza di elementi concreti che colleghino le somme distratte all'effettivo apporto finanziario all'operazione da parte dei medesimi percettori). Tuttavia la Corte ha accolto il ricorso con riferimento all'ultima doglianza relativa al trasferimento fraudolento di valori (capo 7) per difetto di motivazione del provvedimento impugnato su quel punto: ha annullato con rinvio il provvedimento del Tribunale di Piacenza limitatamente a tale profilo affinché il giudice di merito fornisca adeguata e motivata valutazione. Per il resto il ricorso è respinto.
Norme richiamate
art. 646 c.p.
La Corte richiama che l'atto di disposizione patrimoniale è compatibile con l'interesse sociale e che l'esistenza di un interesse anche indiretto della società può escludere l'appropriazione indebita se adeguatamente dimostrato dal giudice di merito
art. 648-ter.1 c.p.
In tema di autoriciclaggio la Cassazione osserva che, per l'apprezzamento del fumus, occorrono elementi concreti che colleghino l'impiego di risorse all'origine delittuosa; non è richiesta la prova piena ma devono esistere indizi concreti colleganti
art. 512-bis c.p.
La Corte rileva la necessità di motivazione specifica quando si esclude il fumus in relazione a intestazioni fittizie: l'omessa articolazione delle ragioni giustificative legittima l'annullamento e il rinvio
art. 14 d.lgs. n. 472/1997
art. 14 d.lgs. n. 472/1997, comma 4
La disposizione può rendere il cessionario solidalmente responsabile per i debiti tributari della cedente senza i limiti tipici dell'art. 2560 c.c.; la Corte ha ritenuto che la possibilità di escussione giustifichi l'esistenza di un interesse di Mc Project a finanziare la definizione agevolata
d.l. n. 119/2018 (conv. L. n. 136/2018)
d.l. n. 119/2018, conv. L. n. 136/2018
La domanda di definizione agevolata e la sua impugnazione influenzano la valutazione del periculum in mora: la Corte ha ritenuto rilevante la pendente impugnazione e la successiva pronuncia favorevole della CTR come elemento da considerare
art. 606 c.p.p.
La Cassazione ribadisce il limite dell'impugnazione per le misure reali: è ammessa in cassazione solo per violazione di legge; molte doglianze fondate su motivazione sono inammissibili perché attengono alla valutazione di merito
Massime di principio
- In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali i motivi fondati su mera carenza o contraddittorietà della motivazione sono spesso dichiarati inammissibili; la censura deve configurare una violazione di legge o una assoluta mancanza di motivazione per essere valutata
- Perché sussista il reato di appropriazione indebita in contesti societari occorre dimostrare che l'atto dispositvo sia incompatibile con un interesse anche indiretto della società; la presenza di un interesse sociale impeditivo dell'atto può escludere il fumus
- Il periculum in mora per il sequestro preventivo deve fondarsi su elementi concreti e attuali; lo stato di pendenze tributarie e le iniziative di definizione agevolata (e le loro impugnazioni) vanno valutate e possono incidere sulla sussistenza del periculum
- Per l'autoriciclaggio la valutazione del fumus richiede indizi che colleghino le risorse impiegate all'origine delittuosa; non è richiesta la prova piena ma nemmeno asserzioni generiche: servono elementi concreti e tracciabili o indizi seri di collegamento
- Quando si contestano intestazioni fittizie o trasferimenti fraudolenti di valori il giudice di merito deve fornire motivazione specifica e puntuale: l'omessa o insufficiente motivazione su questo punto giustifica l'annullamento e il rinvio per nuovo esame
- Documenti sopravvenuti (es. decisioni tributarie intervenute dopo il provvedimento impugnato) possono essere prodotti e valutati in sede di cassazione se rilevanti e redatti successivamente, attenuando la presunzione di attualità del periculum in certe situazioni
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