Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 6327/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’annullamento dell’ingiunzione di demolizione n. 272 del 20 agosto 2024, notificata alla ricorrente in data 22 agosto 2024, con la quale si ingiunge di eseguire la demolizione delle presunte opere abusive site nel Comune di Velletri in Via Fontana Dei Lupi n. 9, nonché di qualsiasi altro atto che sia o possa considerarsi presupposto o consequenziale dell’atto come sopra impugnato o che con lo stesso sia comunque posto in rapporto di correlazione.

Giustizia amministrativa202411104

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione comunale di demolizione di opere edilizie asseritamente abusive, connesse alla possibile acquisizione dell’area in caso di inottemperanza

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ingiunzione di demolizione n. 272 del 20 agosto 2024, notificata il 22 agosto 2024, deducendo due motivi. Con il primo ha sostenuto che il Comune avesse erroneamente applicato l’art. 31 del d.P.R. 380/2001, anziché l’art. 27, comma 2, dello stesso decreto, in relazione a opere realizzate su area soggetta a vincoli. Con il secondo ha lamentato la violazione dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001 per omessa indicazione, nell’ingiunzione, dell’area da acquisire gratuitamente al patrimonio comunale in caso di mancata ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse: sia l’art. 31 sia l’art. 27, comma 2, del d.P.R. 380/2001 impongono al Comune di ordinare la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi quando siano accertate opere prive di titolo o difformi dalla disciplina urbanistica. La comunicazione alle amministrazioni competenti per la tutela di aree vincolate, prevista dall’art. 27, comma 2, ha la funzione di consentire il loro eventuale intervento ai fini della demolizione e non sottrae al Comune la competenza generale di vigilanza edilizia, neppure in presenza di immobili privi di autorizzazione paesaggistica. Il raccordo con la Soprintendenza incide sulle modalità operative e materiali del ripristino, per evitare la lesione dei valori tutelati, ma non sulla validità dell’ordinanza comunale. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: l’omessa individuazione dell’area acquisibile in caso di inottemperanza non determina l’illegittimità dell’ordinanza di demolizione, potendo tale individuazione essere effettuata con il successivo verbale o atto di accertamento dell’inottemperanza. La ricorrente è stata condannata al pagamento di € 2.000,00 oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    Attribuisce al Comune un generale potere-dovere di vigilanza sull’attività edilizia e consente l’intervento delle amministrazioni preposte alla tutela delle aree vincolate ai fini della demolizione, senza escludere la competenza comunale.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Disciplina l’acquisizione gratuita dell’area in caso di mancata ottemperanza all’ordine di demolizione; la mancata indicazione preventiva dell’area nell’ordinanza non comporta, secondo il giudice, l’illegittimità dell’ordine, potendo l’area essere individuata nel successivo accertamento dell’inottemperanza.

  • R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267

    Richiamato con riferimento alle aree assoggettate a tutela, per le quali è prevista la comunicazione alle amministrazioni competenti nell’ambito dell’attività repressiva edilizia.

  • legge 16 giugno 1927, n. 1766

    Richiamata con riferimento alle aree appartenenti ai beni soggetti alla relativa disciplina, nell’ambito delle comunicazioni previste dall’art. 27, comma 2, del d.P.R. 380/2001.

  • d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    Richiamato con riferimento alle aree sottoposte a tutela culturale o paesaggistica, senza incidere sulla competenza comunale a ordinare la demolizione.

  • art. 88, comma 2, lett. d), c.p.a.

    Richiamato per la motivazione mediante rinvio a una precedente pronuncia del TAR.

Massime di principio

  • Il potere-dovere comunale di vigilanza edilizia previsto dall’art. 27, comma 1, del d.P.R. 380/2001 ha carattere generale e comprende anche gli interventi realizzati su immobili sottoposti a vincolo o privi di autorizzazione paesaggistica.
  • La previsione dell’art. 27, comma 2, del d.P.R. 380/2001, relativa alla comunicazione alle amministrazioni preposte alla tutela delle aree vincolate, non trasferisce a tali amministrazioni la competenza a emanare l’ordine di demolizione e non esclude la competenza comunale.
  • In presenza di immobili vincolati, il necessario raccordo tra Comune e autorità di tutela riguarda le concrete modalità operative e materiali del ripristino, al fine di preservare i valori tutelati, ma non incide sulla validità dell’ordinanza comunale di demolizione.
  • La mancata indicazione, nell’ordinanza di demolizione, dell’area suscettibile di acquisizione gratuita ai sensi dell’art. 31, comma 3, del d.P.R. 380/2001 non determina l’illegittimità dell’ordinanza, poiché l’area può essere individuata nel successivo atto di accertamento dell’inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniVincoli e piani paesaggistici
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiIncompetenzaPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.