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Sentenza

Sentenza n. 2/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Larino, in funzione di giudice del lavoro, n. 56/2025 del 25.03.2025 nel giudizio avente numero di R.G. 823/2023.

Giustizia amministrativa202500239

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Larino, quale giudice del lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta del docente per complessivi 1.500 euro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto un ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Larino n. 56/2025, divenuta irrevocabile, con la quale era stato accertato il suo diritto, quale docente precaria destinataria di supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, al beneficio della carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024, mediante attribuzione complessiva di 1.500 euro. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione e chiesto l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione del giudicato, compresa la nomina preventiva di un commissario ad acta. Il TAR ha verificato il passaggio in giudicato del titolo, attestato dal Tribunale di Larino il 30 luglio 2025, la sua notificazione all'Amministrazione in copia conforme tramite PEC e l'idoneità della sentenza del giudice ordinario a essere eseguita mediante il giudizio di ottemperanza. La richiesta relativa a interessi o rivalutazione è stata considerata un mero refuso, poiché il titolo esecutivo non aveva riconosciuto tali accessori.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto comprovati il giudicato, la notificazione del titolo e l'inadempimento dell'Amministrazione. Ha applicato l'art. 112, comma 1, lettera c), c.p.a., riconoscendo che il giudizio di ottemperanza può essere utilizzato per ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi a una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza civile, mettendo a disposizione della ricorrente la carta del docente o altro strumento equipollente per gli anni scolastici indicati, per l'importo complessivo di 1.500 euro, entro 40 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, se anteriore. Ha escluso interessi e rivalutazione, non essendo stati riconosciuti dal titolo da eseguire. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il direttore generale ministeriale competente, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli ulteriori 40 giorni per provvedere su istanza della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 550 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice amministrativo può imporre all'amministrazione le misure necessarie per dare esecuzione al giudicato e nominare, in caso di persistente inadempimento, un commissario ad acta.

  • art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a.

    al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato

    Consente il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione delle statuizioni di una sentenza passata in giudicato, anche quando il titolo proviene dal giudice ordinario ed è relativo a un obbligo dell'amministrazione.

  • art. 475 c.p.c.

    Le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti dell'autorità giudiziaria ... devono essere rilasciati in copia attestata conforme all'originale, salvo che la legge disponga altrimenti

    A seguito delle modifiche applicabili dal 28 febbraio 2023, per l'esecuzione delle sentenze del giudice ordinario non è più necessaria la spedizione del titolo in forma esecutiva; è sufficiente la copia attestata conforme all'originale.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149

    Ha modificato la disciplina della forma del titolo esecutivo giudiziale contenuta nell'art. 475 c.p.c.

  • legge 29 dicembre 2022, n. 197

    Ha modificato il d.lgs. n. 149/2022, concorrendo alla disciplina vigente dell'art. 475 c.p.c.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'adempimento dell'obbligo di una pubblica amministrazione di conformarsi a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, anche quando la controversia originaria apparteneva alla giurisdizione del giudice del lavoro.
  • Ai fini dell'ammissibilità dell'ottemperanza a un giudicato civile, occorre dimostrare il passaggio in giudicato del titolo e la sua notificazione all'amministrazione debitrice secondo le forme previste dalla legge.
  • Per le sentenze del giudice ordinario soggette alla disciplina vigente dal 28 febbraio 2023, la notificazione di una copia conforme all'originale è sufficiente per portare il titolo a esecuzione; non è necessaria la spedizione in forma esecutiva.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve attenersi al contenuto effettivo del titolo esecutivo e non può riconoscere interessi, rivalutazione o altri accessori non attribuiti dalla sentenza da eseguire.
  • In presenza di persistente inadempimento dell'amministrazione oltre il termine assegnato, il giudice dell'ottemperanza può nominare preventivamente un commissario ad acta, subordinandone l'intervento a un'istanza della parte e fissando un ulteriore termine per l'esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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