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Sentenza

Sentenza n. 108/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Liguria n. 862 del 2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202503327

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Concessione per occupazione permanente di suolo pubblico ad uso passo carrabile e atti connessi, nonché comunicazioni comunali sulla conformità urbanistico-edilizia della SCIA per il cambio di destinazione d'uso da negozio ad autorimessa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Condominio ha impugnato la concessione comunale rilasciata al proprietario di un locale prospiciente l'area, sostenendo che essa insistesse su area di proprietà condominiale non gravata da uso pubblico. In appello ha contestato la sentenza del TAR che aveva riconosciuto incidentalmente l'esistenza di una servitù di uso pubblico, deducendo erronea valutazione degli atti di proprietà e della prova dell'uso pubblico, contraddittorietà dell'azione amministrativa rispetto a precedenti comunicazioni, violazione della partecipazione procedimentale e omessa istruttoria sulla proprietà dell'area e sulla legittimazione del richiedente. Ha inoltre dedotto la violazione degli artt. 6 e 11 del regolamento comunale sull'occupazione di spazi e aree pubbliche, assumendo una contraddizione tra la richiesta iniziale, riferita al carico e scarico merci del negozio, e il successivo cambio di destinazione d'uso ad autorimessa. Con i motivi aggiunti ha contestato la comunicazione comunale che aveva confermato la conformità urbanistica ed edilizia della SCIA relativa al cambio di destinazione d'uso, lamentando istruttoria insufficiente, mancata considerazione dell'incidenza del peso e del movimento delle autovetture e della presenza di un corso d'acqua e di vincoli di natura idraulica. Il Comune ha eccepito anche l'inammissibilità del ricorso per genericità e carenza di interesse.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato integralmente la sentenza del TAR Liguria. Quanto alla concessione di passo carrabile, ha ritenuto provata l'esistenza di un diritto di uso pubblico sull'area: gli atti di compravendita e le convenzioni escludevano la natura condominiale dell'area e ne indicavano la destinazione stradale; inoltre, l'area era liberamente accessibile al transito e al parcheggio di una collettività indeterminata, priva di recinzioni o segnalazioni di uso esclusivo, ed era servita dalla pubblica illuminazione. Il giudice ha considerato rilevanti anche la documentazione fotografica, le immagini di Google Street View e il parere del Servizio Patrimonio, attestante l'uso pubblico ultraventennale. Il mancato riscontro comunale a precedenti richieste di perimetrazione non è stato ritenuto riconoscimento dell'assenza della servitù pubblica. Sono state ritenute legittime anche l'istruttoria e l'acquisizione dei pareri degli uffici competenti, compreso il parere tacito della Polizia Municipale previsto dal regolamento comunale; non è stata quindi ravvisata alcuna violazione procedimentale rilevante. La censura di contraddittorietà è stata respinta perché la richiesta originaria indicava sia l'uso attuale, consistente nell'accesso al negozio per carico e scarico, sia l'intenzione futura di mutare la destinazione d'uso in autorimessa. Il successivo cambio di destinazione è stato realizzato soltanto dopo il rilascio della concessione mediante SCIA, sicché non vi era contrasto tra le dichiarazioni rese e il titolo rilasciato né violazione degli artt. 6 e 11 del regolamento comunale. Sono stati respinti anche i motivi aggiunti: il cambio di destinazione d'uso era realizzabile mediante SCIA, poiché le opere consistevano nella demolizione di un tramezzo interno non portante e non comportavano interventi strutturali. Le deduzioni sull'aumento del rischio derivante dal peso e dal movimento delle autovetture sono state giudicate generiche e ipotetiche. Alla data della SCIA l'immobile ricadeva in una fascia di esondabilità di tipo C nella quale l'intervento era consentito; la successiva variante al piano di bacino, che aveva modificato la classificazione dell'area, non era ancora adottata. Il cambio da negozio ad autorimessa non è stato ritenuto lesivo della disciplina della fascia di tutela dei rii né tale da aumentare il rischio idraulico. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 21-octies l. 241/1990

    Il Collegio non ravvisa violazioni procedimentali invalidanti e, nel contesto della decisione, esclude comunque che le doglianze del Condominio possano condurre all'annullamento della concessione.

  • artt. 6 e 11 del Regolamento comunale per l'occupazione di spazi e aree pubbliche

    Le disposizioni sono ritenute rispettate perché la domanda indicava l'uso particolare richiesto e la concessione non è stata impiegata per finalità diverse da quelle dichiarate.

  • art. 7, comma 4-bis, del Regolamento comunale per l'occupazione di spazi e aree pubbliche

    La norma consente il perfezionamento del parere tacito del Comando di Polizia Municipale, ritenuto legittimamente acquisito nel procedimento concessorio.

Massime di principio

  • L'esistenza di una servitù di uso pubblico su un'area può essere desunta, in base a una valutazione complessiva degli elementi documentali e fattuali, dalla destinazione stradale risultante dagli atti di provenienza, dalla libera accessibilità dell'area a una collettività indeterminata, dall'uso ultraventennale per transito e parcheggio e dalla presenza di opere o servizi pubblici, anche quando l'uso sia esercitato prevalentemente dai proprietari confinanti.
  • Il mero mancato riscontro dell'amministrazione a richieste private relative alla perimetrazione o al rifacimento del manto stradale non integra, di per sé, un riconoscimento amministrativo dell'inesistenza di un diritto di uso pubblico sull'area.
  • Non sussiste contraddittorietà tra una concessione di occupazione di suolo pubblico richiesta per l'accesso e il carico-scarico relativo a un'attività commerciale e il successivo mutamento di destinazione dell'immobile, quando l'istanza abbia espressamente rappresentato l'intenzione futura di procedere al cambio di destinazione e questo sia stato realizzato solo dopo il rilascio della concessione mediante il titolo edilizio previsto dalla legge.
  • Il cambio di destinazione d'uso realizzato senza opere strutturali, mediante la sola demolizione di un tramezzo interno non portante, può essere assoggettato al regime semplificato della SCIA; contestazioni generiche e ipotetiche sull'aumento del rischio derivante dall'uso dell'immobile non sono sufficienti a superare le risultanze tecniche della segnalazione.
  • La legittimità urbanistico-edilizia di un intervento deve essere valutata in relazione alla disciplina vigente al momento della presentazione della SCIA; una successiva modifica della classificazione di rischio contenuta in uno strumento di pianificazione sopravvenuto non può incidere retroattivamente sulla conformità dell'intervento già segnalato.
  • Il cambio di destinazione da negozio ad autorimessa non determina necessariamente un aumento del rischio idraulico quando, secondo gli accertamenti tecnici acquisiti, comporti un minore utilizzo dell'unità immobiliare in termini di presenza di persone e sia compatibile con la classificazione idraulica vigente al momento della SCIA.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoTitoli abilitativi ediliziAppello
RamiDemanio e patrimonio pubblicoEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleEccesso di potere

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