Ordinanza n. 4192/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento in parte qua del Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 22.4.2025 (pubbl. in G.U. - Serie generale n. 106 del 9.5.2025), avente ad oggetto la Perimetrazione e zonazione provvisorie del Parco nazionale del Matese e di ogni altro atto presupposto, connesso, conseguente e/o collegato, ancorché non conosciuto, in particolare gli atti istruttori relativi al processo di formazione della perimetrazione provvisoria dell’istituendo Parco ed alla definizione delle relative misure di salvaguardia, con particolare riferimento alla Relazione “Istruttoria per l’istituzione del Parco Nazionale del Matese” e relativi allegati dell’ISPRA del 15/17.4.2025. nonché per il risarcimento dei danni subiti e subendi derivanti dall’inserimento della Cava di proprietà della Ricorrente all’interno del perimetro provvisorio del Parco Nazionale del Matese.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha ritenuto sussistenti le condizioni per rinviare la trattazione, considerata la nuova attività istruttoria riguardante l'intera perimetrazione del Parco e la possibile incidenza dei relativi esiti sui provvedimenti impugnati. La causa è stata rinviata dall'udienza del 4 marzo 2026 all'udienza pubblica del 17 dicembre 2026. L'ordinanza non decide nel merito né sulle domande di annullamento e risarcimento.
Atto impugnato: Decreto ministeriale di perimetrazione e zonazione provvisorie del Parco nazionale del Matese, limitatamente all'inclusione della cava di proprietà della ricorrente, nonché le misure di salvaguardia e gli atti istruttori connessi
Esito
La controversia
La società ricorrente ha impugnato in parte qua il decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 22 aprile 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 maggio 2025, con cui sono state disposte la perimetrazione e la zonazione provvisorie del Parco nazionale del Matese. La contestazione riguarda l'inclusione, nel perimetro provvisorio e nelle relative misure di salvaguardia, dell'area occupata da una cava di proprietà della società. Sono stati inoltre impugnati gli atti presupposti e connessi, inclusa la relazione istruttoria ISPRA del 15/17 aprile 2025. È stato domandato anche il risarcimento dei danni subiti e subendi derivanti dall'inclusione della cava nel perimetro provvisorio. In sede cautelare il TAR aveva sospeso gli effetti delle misure di salvaguardia limitatamente alla posizione della ricorrente. Prima della trattazione di merito, la ricorrente ha appreso che, a seguito di un incontro del 19 febbraio 2026 tra il Ministero, l'ISPRA e alcuni soggetti incisi dalla perimetrazione, era stata richiesta all'ISPRA un'ulteriore attività istruttoria sull'intera perimetrazione del Parco; ha quindi chiesto il rinvio dell'udienza in considerazione delle possibili conseguenze della nuova istruttoria sugli atti impugnati. Le amministrazioni costituite hanno aderito alla richiesta.
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