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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22982/2024 del 06/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava in tre motivi la sentenza che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta: 1) carenza di dolo perché, al momento del rimborso, non sussisteva un concreto rischio di fallimento della societa' (la societa' vantava un consistente credito verso terzi); 2) vizio di qualificazione dell'elemento oggettivo: il versamento rimborsato era, secondo l'appellante, un mutuo e non un versamento in conto capitale, con la conseguente possibile qualificazione del fatto come bancarotta preferenziale anziche' fraudolenta; 3) vizi di motivazione sulla determinazione della pena. La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo: la Corte d'appello non ha esaminato e motivato sul documento indicato dall'appellante (relazione ex art. 33 legge fallimentare) e ha utilizzato un criterio temporale errato, valutando lo stato della societa' al momento della restituzione anziche' al momento dell'effettuazione del versamento, mentre la natura del versamento (mutuo vs versamento in conto capitale) deve essere definita con riguardo al momento della manifestazione della causa del pagamento e alla comune intenzione delle parti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'appello di Messina. Ha precisato i criteri di diritto per distinguere versamento in conto capitale e mutuo (richiamando giurisprudenza civile e fallimentare) e ha lasciato alla Corte d'appello rimettente la piena autonomia di valutazione nel rispetto dei principi indicati, vietando pero' la reiterazione dei vizi motivazionali censurati.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    convertito, con modificazioni, nella legge 18 dicembre 2020, n. 176

    consente la trattazione scritta della requisitoria e indica il procedimento per le conclusioni scritte in sede di Cassazione; utilizzato per la requisitoria scritta del PG

  • Decreto-legge 22 giugno 2023, n. 75, art. 17

    convertito, con modificazioni, nella legge 10 agosto 2023, n. 112

    richiamato come proroga delle disposizioni procedurali relative alla trattazione scritta

  • Disposizioni di attuazione cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    limiti di enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione (ricorso articolato nei limiti dell'articolo richiamato)

  • Art. 33 legge fallimentare (relazione del curatore / documentazione)

    la relazione ex art. 33 puo' contenere elementi probatori rilevanti sulla natura dei versamenti e va esaminata dal giudice nell'ambito della qualificazione del versamento

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. civ. 1, n. 15035 del 08/06/2018 e Sez. 5, n. 8431 del 01/02/2019 e altra giurisprudenza richiamata)

    principio secondo cui la qualificazione di versamenti come in conto capitale o come mutuo dipende dalla comune intenzione delle parti e dalla concreta attuazione del rapporto; la contabilizzazione e la nota integrativa sono elementi utili ma non esclusivi

Massime di principio

  • Per distinguere versamento in conto capitale da mutuo occorre accertare la comune intenzione delle parti al momento dell'effettuazione del versamento, valutando il comportamento concreto, le finalita' pratiche e la contabilizzazione, non basandosi esclusivamente su eventi successivi.
  • La qualificazione errata del versamento puo' determinare una diversa fattispecie penale (bancarotta fraudolenta per distrazione se e' in conto capitale; bancarotta preferenziale se e' mutuo), con conseguenze determinanti per l'esito del processo.
  • Il giudice d'appello e la Cassazione devono esaminare e motivare espressamente sui documenti indicati dalle parti (es. relazione ex art. 33 L. fall.), rispondendo alle censure; l'omessa considerazione di documenti rilevanti integra vizio di motivazione.
  • Nelle impugnazioni per cassazione e' strategico porre l'accento su omissioni logico-motivazionali dell'appello e su documenti non valutati, poiche' la Suprema Corte puo' annullare la pronuncia per carenza di motivazione e rinviare il giudizio.
  • La valutazione dello stato patrimoniale o del rischio di fallimento deve essere riferita, quando rilevante per la qualificazione dell'atto, al momento in cui si e' verificato il fatto oggetto di accusa (es. momento del versamento), non a eventi sopravvenuti.

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