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Sentenza

Sentenza n. 9387/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202602728

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato e rigetto della domanda di autorizzazione all'ingresso di un lavoratore straniero

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il datore di lavoro ha impugnato il provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta per lavoro subordinato, già rilasciato, e di rigetto della domanda di autorizzazione all'ingresso in favore di un lavoratore straniero. Il ricorso è stato integrato da motivi aggiunti avverso il medesimo provvedimento, nuovamente notificato dall'amministrazione. Dal testo non emergono i motivi specifici di illegittimità dedotti, poiché la decisione è fondata sulla sopravvenuta eliminazione dell'atto impugnato in autotutela.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha annullato in autotutela il provvedimento impugnato e ha ripristinato l'istanza, disponendo di attendere i pareri dell'Ispettorato territoriale del lavoro e della Questura e, in caso di esito positivo, di convocare le parti presso lo Sportello unico per l'immigrazione. Tale riedizione del procedimento ha fatto venir meno l'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione dell'atto originario. Le spese sono state compensate per ragioni equitative, in considerazione del peculiare sviluppo del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    La sentenza è stata pronunciata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti, secondo il rito decisorio previsto dalla disposizione.

Massime di principio

  • L'annullamento in autotutela dell'atto impugnato, accompagnato dal ripristino del procedimento amministrativo e dalla riedizione dell'attività istruttoria e decisoria, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione dell'atto originario, con conseguente improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione elimina l'atto contestato e riattiva il procedimento, senza che residui un'utilità concreta e attuale derivante dalla pronuncia giudiziale sull'atto originario.
  • La compensazione delle spese può essere disposta per ragioni equitative in presenza di uno sviluppo procedimentale peculiare, anche quando il giudizio si conclude per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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