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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29608/2021 del 22/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui l’Amministrazione finanziaria aveva recuperato maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA nei confronti della società contribuente. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto solo in parte il ricorso della società, mentre la Commissione tributaria regionale aveva respinto l’appello principale dell’Ufficio e accolto l’appello incidentale della contribuente, annullando integralmente l’atto per asserita violazione del termine dilatorio previsto dall’art. 12 L. 212/2000. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione dell’art. 12 L. 212/2000, degli artt. 32 d.P.R. 600/1973 e 51 d.P.R. 633/1972 e dell’art. 2697 c.c., sostenendo che la garanzia del contraddittorio endoprocedimentale non operi per gli accertamenti cd. a tavolino, basati su documenti o notizie acquisite presso l’Ufficio e non su accesso, ispezione o verifica nei locali del contribuente; (2) violazione dell’art. 36 d.lgs. 546/1992, dell’art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. e dell’art. 112 c.p.c., deducendo che la CTR avrebbe motivato solo sulla pretesa violazione del termine dilatorio, senza esaminare il merito della ripresa fiscale.

La decisione

La Corte ha rigettato il secondo motivo e accolto il primo. Ha affermato che la sentenza impugnata era effettivamente motivata, sicché non ricorreva un vizio di motivazione rilevante in cassazione ai sensi dell’art. 132 c.p.c. e dell’art. 111 Cost.; tuttavia ha ritenuto erronea la decisione della CTR perché aveva applicato l’art. 12 L. 212/2000 a un accertamento eseguito senza accesso, ispezione o verifica nei locali del contribuente, ma sulla base di verifiche a tavolino presso l’Ufficio. Per i tributi non armonizzati, come l’IRAP, non sussiste in tale ipotesi un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale; per l’IVA, tributo armonizzato, la garanzia ex art. 12 opera solo nei casi di accesso, ispezione o verifica nei locali. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla CTR della Sicilia in diversa composizione, anche per le spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 12 L. 212/2000

    termine dilatorio previsto

    La garanzia del contraddittorio endoprocedimentale e la nullità dell’atto anticipato operano solo nelle ipotesi di accesso, ispezione o verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività; non si estendono agli accertamenti a tavolino.

  • art. 32 d.P.R. 600/1973

    Richiamato come norma sulla disciplina istruttoria dell’accertamento, in rapporto alle contestazioni dell’Ufficio sulla necessità del contraddittorio.

  • art. 51 d.P.R. 633/1972

    Richiamato in relazione ai poteri di controllo e acquisizione documentale in materia IVA.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente nel quadro del primo motivo, senza che la Corte ne sviluppi un’autonoma applicazione decisiva.

  • art. 36 d.lgs. 546/1992

    Richiamato nel secondo motivo per censurare l’asserita carenza di motivazione della sentenza tributaria.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    La Corte ribadisce che il vizio di motivazione è oggi denunciabile solo nei limiti del "minimo costituzionale", cioè per anomalia motivazionale radicale.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nel secondo motivo, ma la Corte esclude che la CTR abbia omesso di pronunciarsi.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Usato come parametro per la dedotta violazione di legge nel primo motivo.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Usato come parametro per la dedotta nullità della sentenza per vizio di motivazione/pronuncia.

  • art. 111 Cost.

    La motivazione è costituzionalmente rilevante solo se manca del tutto o è apparente, perplessa o incomprensibile.

  • art. 12 preleggi

    Richiamato per l’interpretazione delle norme processuali e il superamento del controllo sulla sufficienza della motivazione.

  • D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134

    Ha ridotto il sindacato di legittimità sulla motivazione al "minimo costituzionale".

  • Cass., Sez. U., n. 8053/2014

    Richiamata come precedente sul nuovo perimetro del vizio motivazionale in cassazione.

  • Cass., Sez. U., n. 24823/2015

    Principio di riferimento: per i tributi non armonizzati non esiste un generale obbligo di contraddittorio endoprocedimentale negli accertamenti a tavolino; per l’art. 12 opera il vincolo solo in caso di accessi, ispezioni o verifiche nei locali.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione denunciabile in cassazione è limitato alle sole anomalie che equivalgono a mancanza materiale o grafica della motivazione, motivazione apparente, contrasto irriducibile o motivazione perplessa/incomprensibile; non è più sindacabile la mera insufficienza argomentativa.
  • L’art. 12 dello Statuto del contribuente impone il contraddittorio endoprocedimentale e sanziona l’atto emesso ante tempus solo quando l’accertamento sia preceduto da accesso, ispezione o verifica nei locali del contribuente.
  • Negli accertamenti a tavolino, fondati su documenti o informazioni acquisite presso l’Ufficio e non su attività ispettiva nei locali, non sussiste per i tributi non armonizzati un obbligo generale di contraddittorio preventivo.
  • Per i tributi armonizzati, la garanzia del contraddittorio va collegata alla disciplina concretamente applicabile: quando manca la previsione interna del contraddittorio in fase amministrativa, l’eventuale lesione richiede una verifica concreta ex post; quando invece ricorre l’ipotesi tipizzata dall’art. 12, la nullità consegue all’atto anticipato senza necessità di prova di resistenza.
  • La censura di omessa pronuncia o carenza motivazionale non può essere accolta se la sentenza di merito espone, sia pure sinteticamente, il percorso logico-giuridico seguito per decidere la controversia.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProveImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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