Sentenza n. 512/2026 - Bologna, Sezione 1
per l'accertamento dell'inadempimento dell'Agenzia Mobilità Romagnola agli obblighi assunti con l'Accordo di Programma del 15 luglio 2008, concluso tra i Comuni di Rimini, Riccione, Cattolica, Misano Adriatico, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Rimini e l’Agenzia Mobilità Romagnola (già Patrimonio Mobilità Provincia di Rimini P.M.R. S.r.l. e Consorzio di Enti Locali Agenzia Mobilità Romagnola) e, in ogni caso, dell'inadempimento delle Amministrazioni resistenti alle previsioni dell'Accordo di Programma del 15 luglio 2008 e la conseguenza declaratoria di risoluzione; nonché per la condanna delle odierne resistenti al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal Comune di Riccione in conseguenza dell'inadempimento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inadempimento agli obblighi derivanti dall'Accordo di Programma del 15 luglio 2008, con domanda di declaratoria di risoluzione e di risarcimento dei danni
Esito
Favorevole al resistente (enti pubblici e società partecipate)
La controversia
Il Comune di Riccione ha chiesto l'accertamento dell'inadempimento dell'Agenzia Mobilità Romagnola e, comunque, delle amministrazioni coinvolte rispetto agli obblighi assunti con l'Accordo di Programma del 15 luglio 2008, la declaratoria di risoluzione dell'accordo e la condanna al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Nel corso del giudizio, il Comune ha depositato una dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, chiedendo la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese. Le parti costituite hanno aderito o non si sono opposte alla definizione in rito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del Comune ricorrente e applicando il principio dispositivo che governa il processo amministrativo. Non è stata esaminata nel merito la dedotta inadempienza, né sono state decise le domande di risoluzione e risarcimento. Le spese sono state compensate, poiché le parti resistenti costituite avevano depositato memorie di mero stile e si erano rimesse o avevano aderito alla definizione in rito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto la disposizione è stata applicata a seguito della dichiarazione del ricorrente.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse alla decisione giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando il giudice ne prenda atto e non emergano ragioni per proseguire d'ufficio il giudizio.
- Nel processo amministrativo, il principio dispositivo consente al ricorrente di determinare la prosecuzione della controversia attraverso la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, con conseguente definizione in rito senza esame delle domande di merito.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando le parti resistenti abbiano aderito o non si siano opposte alla declaratoria di improcedibilità e la loro attività processuale sia consistita in memorie di mero stile.
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