Sentenza del 23/05/2018 n. 2356 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Ici - Fabbricati rurali - Esenzione - Classificazione catastale - Categoria di ruralità - Necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la prova della ruralità dei fabbricati ai fini dell'esenzione ICI. La ruralità deve risultare dall'oggettiva classificazione catastale, con attribuzione della categoria A/6 per le unità abitative o D/10 per gli immobili strumentali. Se l'immobile è iscritto in una categoria catastale diversa, il contribuente che intende ottenere l'esenzione deve impugnare l'atto di classamento per far riconoscere la ruralità. In assenza di tale impugnazione, l'immobile resta assoggettato all'ICI.
La decisione
È stato affermato che l'iscrizione catastale in categoria A/6 o D/10, conseguente al riconoscimento dei requisiti previsti dall'art. 9 del d.l. n. 557/1993, è decisiva per l'esenzione dall'ICI. Se invece l'immobile risulta censito in una categoria non rurale, il contribuente non può limitarsi a contestare l'ICI, ma deve previamente o autonomamente impugnare il classamento catastale. Analogamente, il Comune che intenda contestare la ruralità risultante dal catasto deve impugnare autonomamente l'attribuzione della categoria A/6 o D/10. Il principio è conforme a Cass. n. 18565/2009 e Cass. n. 20260/2017.
Norme richiamate
Individua i requisiti necessari affinché un fabbricato possa essere qualificato come rurale.
Art. 23, comma 1-bis, del d.l. n. 207/2008
Rileva ai fini del riconoscimento dell'esenzione ICI per i fabbricati rurali iscritti nelle pertinenti categorie catastali.
Art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 504/1992
Esclude dal presupposto impositivo ICI i fabbricati rurali, quando la ruralità risulta secondo i criteri catastali applicabili.
Cass. n. 18565/2009
Conferma la centralità della classificazione catastale ai fini della ruralità e dell'esenzione ICI.
Cass. n. 20260/2017
Conferma che il contribuente deve impugnare il classamento non rurale per ottenere il riconoscimento dell'esenzione, mentre il Comune deve impugnare autonomamente una classificazione rurale che ritenga erronea.
Massime di principio
- Ai fini delle agevolazioni fiscali fondate sulla ruralità, non è sufficiente dimostrare in astratto che l'immobile possiede caratteristiche rurali: occorre verificare e, se necessario, contestare formalmente la classificazione catastale.
- Un immobile censito in categoria A/6 o D/10 beneficia, in linea generale, del trattamento previsto per i fabbricati rurali, salvo autonoma impugnazione del Comune.
- Un immobile censito in una categoria diversa da A/6 o D/10 rimane imponibile finché il contribuente non ottiene la modifica del classamento mediante l'apposita procedura o impugnazione.
- Nel contenzioso tributario non è normalmente sufficiente contestare direttamente l'avviso ICI quando il problema deriva dal classamento catastale: occorre agire anche contro l'atto catastale presupposto.
- L'onere di iniziativa dipende dalla classificazione esistente: il contribuente deve contestare un classamento non rurale se chiede l'esenzione, mentre il Comune deve contestare un classamento rurale se vuole recuperare l'imposta.
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