Cassazione Civile, Ordinanza n. 26832/2024 del 16/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un gruppo molto numeroso di risparmiatori, clienti di una commissionaria di borsa poi trasformata in SIM e successivamente commissariata e fallita, aveva convenuto CONSOB davanti al Tribunale di Roma chiedendo il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei risparmi investiti. La domanda era fondata sull'assunto che CONSOB avesse autorizzato l'iscrizione della società all'albo delle SIM pur in assenza dei requisiti di legge e senza valorizzare gli esiti di ispezioni e controlli che avrebbero dovuto impedire la trasformazione. In primo grado il Tribunale aveva accolto le domande e condannato CONSOB al risarcimento; in appello, invece, la Corte romana aveva riformato la decisione, escludendo una responsabilità autonoma dell'Autorità e ritenendo che il danno fosse riconducibile alla mala gestio della società intermediaria, non essendo stato provato un nesso diretto tra l'autorizzazione e le perdite. I risparmiatori ricorrevano per cassazione con due motivi: violazione della L. n. 1/1991, artt. 3 e 19, e dell'art. 2043 c.c., sostenendo che CONSOB avesse un dovere di vigilanza e di inibizione e che l'omesso esercizio di tali poteri avesse causato il danno; omesso esame di un fatto decisivo, per non avere la Corte di appello considerato le ispezioni svolte e, in particolare, l'esito allarmante dell'ultima ispezione prima dell'autorizzazione. CONSOB resisteva e proponeva ricorso incidentale, poi parzialmente rinunciato, censurando la nullità della sentenza d'appello per omissioni nell'epigrafe e nel dispositivo con riguardo a talune parti ed eredi intervenuti nel giudizio di appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dei risparmiatori, ritenendo che le doglianze, formalmente incardinate su violazione di legge e vizio motivazionale, mirassero in realtà a una nuova valutazione del merito e non si confrontassero con il decisivo accertamento della Corte territoriale secondo cui mancava prova del nesso causale tra l'autorizzazione della CONSOB e le perdite, oltre che del momento in cui erano stati effettuati gli investimenti. Quanto al ricorso incidentale di CONSOB, la Corte ne ha dichiarato l'estinzione limitatamente ai soggetti nei cui confronti era stata espressamente rinunciato, e lo ha accolto nei limiti in cui restava viva la censura di nullità della sentenza d'appello per omessa indicazione di alcuni appellati ed eredi nell'epigrafe e nel dispositivo, con rinvio alla Corte di appello di Roma in diversa composizione per nuovo esame limitatamente a tali profili e per le spese. È stato inoltre posto a carico dei ricorrenti principali l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
L. 2 gennaio 1991, n. 1, artt. 3 e 19
La normativa di settore attribuiva alla CONSOB poteri-doveri di controllo, accertamento e inibizione in relazione all'iscrizione e alla vigilanza sulle SIM, ma la responsabilità risarcitoria ex art. 2043 c.c. richiede pur sempre prova del fatto dannoso e del nesso causale con la condotta omissiva contestata.
art. 2043 c.c.
È applicabile anche nei confronti della CONSOB come limite esterno all'attività discrezionale della pubblica amministrazione; l'illecito segue le regole ordinarie su imputabilità soggettiva, nesso causale, evento di danno e quantificazione.
art. 2697 c.c.
Spetta all'attore che agisce per responsabilità aquiliana dimostrare il fatto, il danno e il nesso di causalità tra condotta e pregiudizio.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
La violazione di legge non può risolversi nella critica alla ricostruzione della fattispecie concreta o nella richiesta di una nuova valutazione del merito.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Il vizio deducibile è solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo e controverso, non di questioni o argomentazioni, né del mero mancato esame di singoli elementi istruttori.
art. 366, n. 4, c.p.c.
Il motivo di ricorso per violazione di legge deve essere specifico e deve confrontarsi con le rationes decidendi della sentenza impugnata.
artt. 287 e 288 c.p.c.
La mancata o errata indicazione dei difensori o altre omissioni meramente materiali sono emendabili con il procedimento di correzione dell'errore materiale.
art. 303 c.p.c.
Richiamato per la riassunzione del giudizio interrotto a seguito del decesso di alcune parti.
art. 333 c.p.c.
Richiamato in relazione alla tempestività del ricorso incidentale.
art. 327 c.p.c.
Applicato nel testo anteriore alla riforma del 2009, in ragione dell'epoca di introduzione del giudizio.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Dà luogo all'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- La responsabilità della CONSOB per omessa vigilanza o mancato esercizio di poteri inibitori è astrattamente configurabile ex art. 2043 c.c., ma richiede la rigorosa prova dell'obbligo specifico omesso, del nesso causale e del danno-conseguenza.
- In tema di responsabilità da omissione della pubblica amministrazione, il giudizio causale va condotto in termini controfattuali: occorre verificare se l'azione dovuta avrebbe, con probabilità apprezzabile, evitato l'evento dannoso.
- Il motivo di ricorso per violazione di legge è inammissibile quando si limita a contestare la ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di merito o a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio.
- Il vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo e controverso, non il mancato apprezzamento di singoli elementi di prova o il dissenso sulla valutazione delle risultanze istruttorie.
- Chi agisce per il risarcimento deve allegare e provare, in modo puntuale, il momento e le modalità del fatto dannoso e il collegamento causale con la condotta asseritamente illecita; la mancanza di tale prova può rendere insuperabile il rigetto della domanda.
- Le omissioni meramente formali dell'epigrafe o del dispositivo sulla indicazione dei difensori sono, di regola, correggibili con il procedimento di correzione dell'errore materiale, salvo che incidano sull'identificazione dei soggetti cui la decisione si riferisce e sulla funzione di legge del caso concreto.
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