Cassazione Penale, Sentenza n. 12530/2026 del 02/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ferriero ha impugnato la riforma della sentenza di primo grado che lo aveva assolto/valutato diversamente, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per la ritenuta sussistenza del reato di concorso esterno in associazione mafiosa (artt. 110, 416-bis c.p.): critica l'errata valutazione delle prove, il travisamento probatorio circa la natura episodica dei contatti con il clan, l'omessa verifica del dolo specifico e dell'efficacia causale del presunto contributo all'associazione e invoca, in subordine, la configurabilità di fattispecie meno gravi (es. favoreggiamento). Puca ha impugnato la confisca per sproporzione disposta ai sensi dell'art. 240-bis c.p., denunciando l'assenza di prova della sproporzione tra redditi dichiarati e valore dei beni, deducendo che le consulenze difensive dimostravano la lecita provenienza delle risorse impiegate per la costruzione dei tre capannoni contestati.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondati i ricorsi di entrambi i ricorrenti e ha annullato la sentenza di appello nei punti relativi: per Ferriero ha annullato la dichiarazione di responsabilità per il reato di concorso esterno (artt. 110 e 416-bis c.p.) per carenza motivazionale nell'accertamento degli elementi oggettivi e soggettivi del reato, con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo esame; per Puca ha annullato la confisca disposta sui tre capannoni per mancanza di motivazione circa la sussistenza del requisito di sproporzione richiesto dall'art. 240-bis c.p., rimettendo la valutazione al giudice del rinvio. Non si è proceduto alla liquidazione delle spese in favore delle parti civili in ragione dell'annullamento con rinvio.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Il reato richiede che l'estraneo fornisca un contributo concreto, specifico, volontario e consapevole, causalmente rilevante per la conservazione o il rafforzamento dell'associazione mafiosa; la valutazione dell'efficacia del contributo è ex post e va motivata in relazione agli effetti prodotti sull'associazione
art. 110 cod. pen.
Rinvio al concorso di persone nel reato (combinato con l'art. 416-bis per la contestazione di concorso esterno)
art. 240-bis cod. pen.
La confisca 'per sproporzione' richiede l'accertamento che il valore dei beni sia sproporzionato rispetto al reddito dichiarato o all'attività; la norma instaura una presunzione iuris tantum di accumulo illecito che però impone all'accusa l'onere di dimostrare la sproporzione e al soggetto indiziato l'onere di allegazione di elementi idonei a render credibile la provenienza lecita
art. 418 cod. pen.
La difesa ha invocato, ai fini della riclassificazione, la disciplina del favoreggiamento personale (art. 418), sostenendo che l'aiuto fosse diretto al genitore latitante e potesse assumere natura di favoreggiamento; la Corte ricorda che il confine tra favoreggiamento e concorso esterno dipende dalla consapevolezza e dalla sistematicità del contributo all'associazione
art. 627, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente per presunta errata applicazione procedurale nell'apprezzamento probatorio (contestazione formale sull'applicazione di norme processuali nella valutazione delle prove)
Massime di principio
- Per configurare il concorso esterno in associazione mafiosa è necessario provare non solo contatti o atti episodici, ma che il contributo sia concreto, causalmente efficace per la conservazione/rafforzamento dell'associazione e che l'agente sia consapevole di tale contributo
- La trasmissione di messaggi o materiale per conto di affiliati può integrare il concorso esterno solo se l'attività è reiterata o il contenuto o il contesto rendono evidente la finalità di rafforzare o preservare l'associazione, non quando l'azione sia meramente occasionale e diretta esclusivamente a favorire un familiare latitante
- In materia di confisca 'per sproporzione' (art. 240-bis) l'accusa deve dimostrare la sproporzione tra beni e redditi; l'imputato può superare la presunzione con allegazioni e consulenze tecniche che rendano verosimile la provenienza lecita delle risorse, e il giudice del rinvio deve motivare specificamente in ordine alla sproporzione
- Il giudice che decide sul rinvio deve rispondere puntualmente alle censure evidenziate dalla Corte di legittimità e motivare con riferimenti concreti alla prova quale contributo sia stato apportato e con quale consapevolezza
- La qualificazione della condotta (concorso esterno vs favoreggiamento personale) dipende dalla sistematicità, dalla consapevolezza e dall'efficacia del contributo: la prossimità familiare non determina automaticamente l'esclusione della configurabilità di reati più gravi
- In appello e dopo annullamento in cassazione il principio dell'onere probatorio resta: l'accusa deve dimostrare sproporzione/elementi del reato, mentre l'imputato ha l'onere di allegare elementi specifici a sostegno della provenienza lecita
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 2 apr 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 12526/2026 del 02/04/2026
- Sentenza penale · 2 apr 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 12527/2026 del 02/04/2026
- Sentenza penale · 2 apr 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 12531/2026 del 02/04/2026
- Sentenza penale · 2 apr 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 12533/2026 del 02/04/2026
- Sentenza penale · 2 apr 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 12540/2026 del 02/04/2026
- Sentenza penale · 2 apr 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 12600/2026 del 02/04/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →