Cassazione Penale, Sentenza n. 33860/2025 del 15/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo per travisamento della prova (travisamento per omissione), ritenendo che il Tribunale avesse omesso la valutazione di una prova decisiva (la quietanza del 25/03/2019 sottoscritta dagli imputati, da cui emergeva la morte ab intestato del de cuius). Ha assorbito il secondo motivo e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Salerno per nuovo esame.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Gli imputati erano accusati di aver attestato falsamente, nella dichiarazione di esonero dall'imposta di successione ai sensi dell'art. 48 del d.lgs. n. 346/1990, l'assenza di beni immobili nell'asse ereditario di Panariello Pasquale. Il Tribunale di Salerno li aveva assolti per insufficienza di prova che i beni immobili fossero devoluti agli eredi. Il Procuratore generale ha impugnato sostenendo (1) travisamento della prova per omissione, perché il Tribunale non ha valutato una dichiarazione sottoscritta dagli imputati (quietanza del 25/03/2019) dalla quale risultava che il de cuius era deceduto senza testamento; (2) omissione nell'esercizio dei poteri istruttori di ufficio ai sensi dell'art. 507 cod. proc. pen., che avrebbero dovuto far acquisire la prova della devoluzione per successione legittima.
Norme richiamate
art. 483 cod. pen.
Norma di riferimento per il reato contestato (falsità in atti o attestazioni); la sentenza fa riferimento al fatto che gli imputati erano accusati del reato previsto da questa disposizione.
art. 48 d.lgs. n. 346/1990
Disciplina la dichiarazione di esonero dal pagamento dell'imposta di successione; è il contesto amministrativo-fiscale in cui sarebbe stata resa la presunta attestazione falsa sull'assenza di beni immobili.
art. 507 cod. proc. pen.
Attribuisce al giudice la facoltà di disporre d'ufficio l'acquisizione di mezzi di prova ritenuti necessari; il Procuratore generale ha censurato la mancata utilizzazione di tali poteri da parte del Tribunale per acquisire la prova della devoluzione dell'eredità.
Massime di principio
- La mancata valutazione di una prova decisiva da parte del giudice può costituire travisamento della prova (in particolare travisamento per omissione) e portare all'annullamento della decisione.
- Documenti sottoscritti dalle parti, anche se favorevoli agli imputati, devono essere considerati e valutati dal giudice se appaiono decisivi per la ricostruzione dei fatti.
- In materia di successioni e dichiarazioni fiscali, la prova della devoluzione dell'asse ereditario (es. morte ab intestato) è centrale per valutare la veridicità di attestazioni rese dagli eredi; se tale prova è disponibile in atti, il giudice non può ometterne la valutazione.
- Se il giudice ritiene insufficienti le prove, deve valutare l'esercizio dei poteri istruttori d'ufficio (art. 507 c.p.p.) per integrare il materiale probatorio quando ciò sia necessario per la decisione.
- La Corte di Cassazione tende ad assorbire motivi accessori se ritiene decisivo il vizio principale individuato; tuttavia il rinvio per nuovo esame obbliga il giudice di merito a riesaminare la decisione alla luce delle prove omesse.
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