Sentenza n. 7366/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 772/2025, depositata e resa pubblica il 03.06.2025, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 253/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli n. 772/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli, Sezione Lavoro e Previdenza, depositata il 3 giugno 2025. Ha dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione all’obbligo di conformarsi al titolo giudiziale. Il Ministero si è costituito, ma non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della pronuncia civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ricordato che, ai sensi dell’art. 112, comma 2, c.p.a., l’ottemperanza può essere proposta per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario. Quando il titolo proviene dal giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha natura meramente esecutiva ed è limitato all’accertamento di un comportamento omissivo o elusivo, senza possibilità di integrare il contenuto della pronuncia o compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Poiché il ricorrente aveva allegato l’inadempimento e il Ministero non aveva dimostrato l’avvenuta esecuzione, il Tribunale ha condannato l’Amministrazione a dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Ha nominato, per l’eventuale persistente inerzia, il direttore generale competente quale commissario ad acta, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il potere di sostituirsi all’Amministrazione e di superare il dissenso di altre amministrazioni eventualmente coinvolte, entro 90 giorni dalla scadenza del termine assegnato al Ministero. È stata esclusa, allo stato, la penalità di mora, salva una successiva richiesta in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 800 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario
La disposizione fonda l’azione di ottemperanza per ottenere l’adempimento, da parte della pubblica amministrazione, dell’obbligo di conformarsi al giudicato civile.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario, quando la pubblica amministrazione sia tenuta a conformarvisi.
- Nel caso di titolo giudiziale civile pronunciato dal giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha natura meramente esecutiva: il giudice amministrativo deve verificare l’eventuale comportamento omissivo o elusivo dell’amministrazione, senza integrare il contenuto della sentenza né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Se il creditore del giudicato allega l’inadempimento dell’amministrazione e quest’ultima non fornisce chiarimenti o prova dell’avvenuta esecuzione, il giudice può accogliere l’azione di ottemperanza e ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine.
- In caso di persistente inottemperanza, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di sostituirsi all’amministrazione inadempiente e, se necessario, di superare il dissenso di altre amministrazioni coinvolte.
- La penalità di mora non deve essere applicata automaticamente quando non ne ricorrano i presupposti attuali; può essere richiesta e valutata successivamente in caso di perdurante inottemperanza oltre il termine assegnato.
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