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Sentenza

Sentenza del 26/02/2018 n. 137 - Comm. Trib. Prov. Torino

CONTENZIOSO Ricorso contro diniego di definizione agevolata - Difetto di interesse ad agire Ricorso contro diniego di definizione agevolata - Sopravvenuta possibilità di ripresentare la domanda di definizione - Difetto di interesse ad agire - Improcedibilità del ricorso

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ad agire ai sensi dell'art. 100 c.p.c. La nuova facoltà di presentare nuovamente la domanda ha fatto venir meno l'utilità concreta e attuale di una decisione sul precedente diniego.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della definizione agevolata prevista dall'art. 6 del D.L. 193/2016, contestando il mancato accesso alla procedura. Nel corso del giudizio è tuttavia sopravvenuta la possibilità, prevista dall'art. 1, comma 4, del D.L. 148/2017, convertito dalla L. 172/2017, di ripresentare la domanda di definizione agevolata.

Norme richiamate

  • Art. 100 c.p.c.

    Richiede che chi agisce o resiste in giudizio abbia un interesse concreto e attuale alla decisione. Se, durante il processo, viene meno l'utilità della pronuncia, il ricorso diventa improcedibile.

  • Art. 6 D.L. 193/2016

    Prevedeva la definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione e costituiva la base normativa della domanda originaria del contribuente.

  • Art. 1, comma 4, D.L. 148/2017, convertito dalla L. 172/2017

    Ha consentito ai soggetti interessati di ripresentare la richiesta di definizione agevolata, facendo venir meno l'interesse a ottenere una pronuncia sul precedente diniego quando la nuova domanda risultava concretamente praticabile.

Massime di principio

  • L'interesse ad agire deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche al momento della decisione.
  • Se una modifica normativa consente di ottenere lo stesso risultato mediante una nuova domanda amministrativa, il ricorso contro il precedente diniego può diventare improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La possibilità di ripresentare la domanda non comporta automaticamente l'accoglimento della nuova richiesta: il contribuente dovrà rispettare i requisiti e le scadenze previsti dalla disciplina sopravvenuta.
  • In situazioni analoghe occorre verificare se la nuova procedura offra una tutela effettiva e concreta; in caso positivo, la prosecuzione del giudizio sul vecchio diniego può non avere più utilità pratica.

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