Sentenza n. 743/2026 - Bari, Sezione U
E sui motivi aggiunti depositati il 11.2.2026: per l'annullamento del provvedimento del Comune di Modugno – Servizio 10 Attività Produttive – prot. n. 50393 del 9.11.2020, recante chiusura senza sanzione del procedimento di accertamento urbanistico/edilizio e commerciale dello stato dei luoghi dei locali in cui si svolge l'attività di media struttura di vendita intestata a Market Paradiso s.r.l., in Modugno alla via Paradiso n. 14/16; di ogni atto presupposto e/o connesso, ancorché ignoto, in quanto lesivo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale di chiusura del procedimento di accertamento urbanistico, edilizio e commerciale relativo a una media struttura di vendita, nonché successiva autorizzazione commerciale rilasciata ad altra società e impugnata con motivi aggiunti
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva contestato il provvedimento con cui il Comune di Modugno aveva autorizzato l’attività di media struttura di vendita esercitata nei locali della controinteressata, sostenendo che non fosse rispettata la dotazione minima di parcheggi prescritta dalla legge. In particolare, contestava l’utilizzabilità come area di parcheggio di un cortile pertinenziale riferito a un poliambulatorio medico, ritenuto urbanisticamente incompatibile. Nel corso del giudizio il Comune ha depositato una nuova autorizzazione commerciale rilasciata a una società subentrata nella titolarità dell’attività, atto successivamente impugnato con motivi aggiunti. La ricorrente ha poi dichiarato di non avere più interesse alla decisione, rappresentando che il Comune aveva respinto l’istanza volta alla modifica delle superfici pertinenziali a parcheggio e che la nuova autorizzazione era subordinata alla condizione sospensiva della regolarità urbanistico-edilizia dell’immobile, inclusi destinazione d’uso commerciale, agibilità, dotazione di parcheggi, percorsi pedonali e standard urbanistici.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso originario sia i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse. Il Collegio ha rilevato che l’interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione dell’impugnazione, ma anche successivamente, fino al passaggio della causa in decisione. Le vicende sopravvenute documentate in giudizio, unitamente alla dichiarazione della ricorrente, hanno fatto venir meno l’utilità concreta di una pronuncia di annullamento. Le spese processuali sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel quadro processuale della decisione di improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- L’interesse a ricorrere deve sussistere sia al momento della proposizione dell’impugnazione sia fino al passaggio della causa in decisione; il suo venir meno nel corso del giudizio determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, se coerente con sopravvenienze documentate che eliminano l’utilità concreta dell’annullamento richiesto, giustifica la declaratoria di improcedibilità anche dei motivi aggiunti.
- Quando le vicende sopravvenute incidono sull’utilità attuale della pronuncia richiesta, il giudice deve dichiarare l’improcedibilità della domanda senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro gli atti impugnati.
Come è indicizzato
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