Cassazione Penale, Sentenza n. 22988/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso di Esposito Maurizio: deduce violazione dell'art. 23-bis D.L. 28/10/2020 n.137 (norme emergenziali sulla trattazione cartolare/orale) per mancata comunicazione della trattazione orale disposta su richiesta di altro difensore, con conseguente violazione del contraddittorio e nomina di difensore d'ufficio in udienza. Ricorso di Esposito Luciano: due censure di motivazione — (1) contestazione del riconoscimento delle attenuanti (art. 62-bis c.p. e art. 62 n.4 c.p.) in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti senza adeguata giustificazione; (2) contestazione della motivazione sull'aumento di pena per reati in continuazione (art. 81 co.2 c.p.), ritenuto eccessivo e non sufficientemente motivato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di Esposito Maurizio perché fondato nella parte in cui si è accertata la violazione del contraddittorio per mancata comunicazione della trattazione orale; tuttavia ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Maurizio per intervenuta prescrizione del reato (estinzione). Ha dichiarato inammissibile e manifestamente infondato il ricorso di Esposito Luciano, confermando la motivazione dei giudici di merito sul riconoscimento dell'equivalenza tra aggravanti e attenuanti e sulla modulazione degli aumenti per continuazione; inoltre ha disposto che Luciano sia condannato al pagamento (spese/condanna come da dispositivo).
Norme richiamate
art. 23-bis D.L. 28 ottobre 2020 n. 137
convertito con modificazioni dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176
Disciplina le modalità di trattazione dei processi in periodo emergenziale (cartolare vs trattazione orale) e impone obblighi di comunicazione alle cancellerie circa la modalità scelta; la mancata comunicazione determina violazione del contraddittorio se un imputato non è assistito in udienza celebrata in presenza.
art. 97 co. 4 c.p.p.
Norma sull'eventuale nomina del difensore d'ufficio quando l'imputato è assente o non ha difensore di fiducia; rileva qui come conseguenza della mancata comunicazione dell'udienza in presenza.
art. 606 co. 1 lett. b) c.p.p.
Motivo di ricorso per cassazione invocato (violazione di legge) per impugnare la decisione di merito.
art. 129 cod. proc. pen.
Principio della immediata declaratoria di cause di non punibilità: in caso di concomitanza tra causa estintiva del reato (es. prescrizione) e nullità processuale assoluta, la Corte di cassazione dà prevalenza alla causa estintiva, salvo che questa richieda accertamenti riservati al giudice di merito.
art. 62-bis c.p.
Riguarda le circostanze attenuanti generiche; la Corte territoriale ha riconosciuto le attenuanti in equivalenza con le aggravanti.
art. 62 n. 4 c.p.
Circostanza attenuante speciale richiamata e valutata in combinazione con la 62-bis; la valutazione comparativa è rimessa al giudice con ampia discrezionalità.
art. 81 co. 2 c.p.
Disciplina del reato continuato e del relativo aumento di pena; la Corte di merito ha motivato gli aumenti in maniera congrua e non manifestamente eccessiva.
Massime di principio
- Se la trattazione del processo passa da cartolare a orale per richiesta di altra parte, la cancelleria deve comunicare tempestivamente a tutti i difensori la nuova modalità; la mancata comunicazione può costituire violazione del contraddittorio e motivo di nullità
- La nullità processuale relativa al mancato rispetto del contraddittorio può essere prevalutata rispetto ad altri profili, ma se nel frattempo è sopravvenuta una causa estintiva (es. prescrizione) la Cassazione può annullare senza rinvio per estinzione del reato ai sensi dell'art.129 c.p.p.
- Le valutazioni sulla comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti sono in larga misura discrenzionali: sono impugnabili in Cassazione solo se frutto di arbitrio, illogicità o manifesta contraddizione nella motivazione
- Gli aumenti per reati in continuazione richiedono motivazione adeguata, ma incrementi contenuti e coerenti con i parametri normativi e con la pena base non necessitano di una motivazione particolarmente estesa
- La nomina di difensore d'ufficio in udienza è legittima se l'imputato è assente o non ha difensore; tuttavia, la nomina non supplisce all'obbligo di informazione preventiva agli avvocati di fiducia se la modalità di trattazione è modificata
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