Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 27221/2021 del 07/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

I proprietari di un terreno di mq 13.580 hanno impugnato la stima dell'indennità di espropriazione relativa a un'area inserita, a seguito di variante urbanistica, in zona destinata alla realizzazione di un campo di calcio e di altre attrezzature sportive e per il tempo libero. Essi sostenevano che l'area dovesse essere considerata edificabile, o comunque non agricola, perché ubicata in prossimità del centro urbano, destinata a impianti sportivi e servizi, e perché il Comune stesso aveva in passato riconosciuto tale edificabilità ai fini ICI e nella determinazione provvisoria dell'indennità. Chiedevano dunque una più elevata indennità. Il Comune si costituiva resistendo e proponeva anche domanda riconvenzionale per la riduzione dell'indennità. In cassazione i ricorrenti deducevano: 1) omesso esame della possibilità di realizzazione degli impianti sportivi ad iniziativa privata e della natura conformativa della destinazione urbanistica; 2) violazione degli artt. 32 e 37 d.P.R. 327/2001 per mancata considerazione della destinazione di zona e della funzione urbanistica del terreno; 3) violazione degli artt. 32, 37 e 40 d.P.R. 327/2001 per non aver considerato le utilizzazioni extra-agricole consentite e il carattere conformativo del vincolo; 4) violazione degli artt. 54 d.P.R. 327/2001 e 100, 112 c.p.c. sull'ammissibilità della riconvenzionale del Comune; 5) nullità della sentenza per contraddittorietà e irragionevolezza della motivazione, poiché il rigetto della riconvenzionale avrebbe dovuto comportare la conferma dell'indennità provvisoria e non la sua riduzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi relativi alla qualificazione edificatoria del terreno, affermando che, ai fini dell'indennità, le aree destinate a funzioni pubblicistiche e non edificabili per iniziativa privata non rientrano tra i suoli a vocazione edificatoria legale. Ha quindi confermato che la variante urbanistica relativa a impianti sportivi e attrezzature pubbliche, funzionale a uno scopo pubblicistico, non attribuiva edificabilità legale al bene, che andava quindi valutato come agricolo in mancanza di elementi contrari. Ha inoltre ritenuto infondate le censure sulla domanda riconvenzionale del Comune, richiamando l'ammissibilità della stessa e osservando che, nel caso concreto, l'impugnazione riguardava il provvedimento provvisorio di determinazione dell'indennità. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 37 d.P.R. n. 327/2001

    Ai fini dell'indennità espropriativa, la vocazione edificatoria richiede che l'edificazione sia consentita all'iniziativa privata in base alla concreta disciplina urbanistica; le aree destinate a scopi pubblicistici non sono edificabili in senso legale.

  • art. 32 d.P.R. n. 327/2001

    La determinazione dell'indennità deve avvenire tenendo conto della classificazione urbanistica rilevante e distinguendo tra aree agricole ed edificabili secondo le possibilità legali ed effettive di edificazione.

  • art. 40 d.P.R. n. 327/2001

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere la rilevanza delle utilizzazioni extra-agricole, ma la Corte esclude che, nel caso concreto, sussistessero elementi idonei a escludere la natura agricola del suolo.

  • art. 54 d.P.R. n. 327/2001

    La domanda riconvenzionale dell'ente espropriante sulla misura dell'indennità è stata ritenuta ammissibile.

  • art. 100 c.p.c.

    Richiamato per contestare l'interesse ad agire del Comune, ma la Corte ha escluso l'infondatezza della censura.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato per lamentare ultrapetizione o incongruenze nella decisione sulla riconvenzionale; la Corte non ha ravvisato violazioni.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    È stato disposto il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • Ai fini della determinazione dell'indennità di esproprio, un'area è edificabile solo se la disciplina urbanistica consente effettivamente l'iniziativa edificatoria privata; la mera destinazione a servizi o opere pubbliche non integra edificabilità legale.
  • Le varianti urbanistiche funzionali alla realizzazione dell'opera pubblica oggetto dell'esproprio non possono essere utilizzate per attribuire al suolo una vocazione edificatoria rilevante nella stima dell'indennità, poiché esse esprimono un vincolo preordinato all'esproprio.
  • Le aree assoggettate a destinazioni pubblicistiche che escludono lo ius aedificandi del privato devono essere trattate, ai fini indennitari, come non edificabili e quindi assimilate alle aree agricole, salvo specifici elementi contrari.
  • La domanda riconvenzionale dell'ente espropriante in ordine alla riduzione o rideterminazione dell'indennità è ammissibile e non è esclusa dal solo fatto che il provvedimento impugnato provenga dallo stesso ente.
  • Ai fini del sindacato di legittimità, non è sufficiente dedurre indici presuntivi o fattori fattuali di vicinanza al centro urbano per contestare la qualificazione agricola del fondo, se la disciplina urbanistica non consente una edificazione privata legalmente rilevante.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProprietàEspropriazione forzataContratto preliminare
RamiProcesso civileImmobiliareDiritti realiEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.