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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 11382/2022 del 07/04/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente, docente a tempo indeterminato assegnata inizialmente in provincia di Savona, partecipò alla fase C della mobilità straordinaria 2016/2017 chiedendo prioritariamente ambiti nella provincia di Cosenza; non ottenne il trasferimento perché il posto richiesto risultò assegnato a una docente che partecipava alla successiva fase D. Denunciò la violazione del principio di progressività delle fasi della procedura di mobilità e l'illegittimità dell'assegnazione a soggetto di fase successiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i primi due motivi (nullità per motivazione e questioni interpretative sul CCNI) ritenendo regolare il richiamo per relationem e inammissibile il riesame in sede di legittimità dell'interpretazione delle clausole del contratto integrativo. Ha però accolto il terzo motivo consistente nell'errata attribuzione dell'onere della prova da parte della Corte d'appello: la Corte ha ritenuto che, una volta provata dalla ricorrente la partecipazione alla fase C e l'assegnazione del posto a una docente della fase D, gravava sull'Amministrazione dimostrare che il posto non era disponibile nella fase C. Perciò la sentenza d'appello è stata cassata quanto al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Genova in diversa composizione per nuovo esame.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020 n.137, art. 23, comma 8-bis

    inserito dalla legge di conversione n.176 del 18 dicembre 2020

    Disciplina la trattazione del ricorso in camera di consiglio senza discussione orale su richiesta; richiamata per la modalità di trattazione del ricorso.

  • Legge 13 luglio 2015 n.107, art. 1, comma 108

    Stabilisce per il 2016/2017 un piano straordinario di mobilità unitario e a fasi progressive; la Corte interpreta la norma nel senso che la procedura è unitaria e che, una volta dedotta la partecipazione e l'assegnazione del posto a soggetto di fase successiva, è onere dell'Amministrazione provare che il posto non era disponibile nella fase precedente.

  • Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) 8 aprile 2016, art. 6

    Regola le fasi (A, B, C, D) della mobilità straordinaria e il carattere progressivo delle stesse; la Corte osserva che l'interpretazione delle clausole del CCNI è riservata al giudice di merito e non è riesaminabile in Cassazione salvo vizi di ermeneutica o di motivazione.

  • Codice di procedura civile, art. 360, nn. 3, 4 e 5

    Richiamati come fondamento dei motivi di ricorso: n.4 (vizio di motivazione), n.3 (violazione o falsa applicazione di norme, inclusi contratti collettivi), n.5 (omesso esame di fatto decisivo). La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo relativo al CCNI (n.3) per limiti di riesame in sede di legittimità e ha accolto il motivo riferito all'onere della prova (n.3 e n.5).

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, art. 118, comma 1

    Consente la motivazione per relationem della sentenza d'appello se il rinvio è comprensibile e riferito ai contenuti degli atti; la Cassazione ha ritenuto legittimo l'uso del richiamo per relationem nella fattispecie.

  • Codice civile, art. 2697

    Regola l'onere della prova: la Corte precisa che, in azioni di adempimento come quella dedotta, una volta provata la partecipazione alla procedura e l'assegnazione del posto a soggetto di fase successiva, l'onere probatorio grava sull'Amministrazione per dimostrare la non disponibilità del posto nella fase anteriore.

  • Codice civile, artt. 1362, 1363, 1366, 1371

    Norme sull'interpretazione del contratto citate nel contesto della discussione circa l'interpretazione del CCNI; la Corte ricorda che l'ermeneutica del contratto integrativo è compito del giudice di merito.

Massime di principio

  • Se un docente partecipa a una fase anteriore di una procedura di mobilità e dimostra che il posto richiesto è stato assegnato a un docente di una fase successiva, l'onere di provare che il posto non era disponibile nella fase anteriore grava sull'Amministrazione.
  • La procedura straordinaria di mobilità prevista dalla legge n.107/2015 è unitaria e a fasi progressive: la valutazione della correttezza delle assegnazioni richiede che l'Amministrazione documenti tempi e cause di disponibilità dei posti.
  • In sede di Cassazione non è consentito un libero riesame dell'interpretazione delle clausole di un contratto collettivo integrativo di categoria: tali questioni spettano al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizio di interpretazione o insufficiente motivazione.
  • La motivazione per relationem della sentenza d'appello è ammessa se il rinvio è chiaro e consente di ricostruire i fatti e le ragioni del gravame; altrimenti può essere censurata per insufficiente motivazione.
  • Per azioni volte ad ottenere l'adempimento (es. trasferimento o assegnazione di sede), è sufficiente che il ricorrente deduca l'inadempimento e l'effetto richiesto; la prova piena del complesso degli eventi può gravare sull'Amministrazione in ragione della sua disponibilità delle informazioni amministrative.
  • In casi simili è strategico per il ricorrente documentare la propria domanda di mobilità, la partecipazione alla fase specifica e l'esito pubblicato; è altresì utile richiedere o ottenere dall'Amministrazione dati amministrativi relativi alla sequenza delle operazioni e alla disponibilità dei posti per dimostrare la violazione del principio di progressività.

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