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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14084/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che, in sede di opposizione a decreto penale di condanna per il reato previsto dall'art.186 comma 7 C.d.S., ha revocato d'ufficio l'ammissione al rito abbreviato richiesta dal ricorrente e ha dichiarato esecutivo il decreto di condanna nonostante la presenza di opposizione. La difesa contestava la illegittimità e l'abnormità del provvedimento per mancanza di potere del giudice a revocare l'ammissione al rito abbreviato in assenza di rinuncia dell'imputato e per l'effetto di rendere definitivo il decreto impugnato nonostante la tempestiva opposizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per abnormità del provvedimento. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la restituzione degli atti al Tribunale di Pesaro per il prosieguo. La Corte ha motivato che la revoca ufficiosa dell'ammissione al rito abbreviato, al di fuori delle ipotesi tassative previste dall'art.441-bis c.p.p., è estranea al sistema processuale (patologia strutturale) e che la dichiarazione di esecutività del decreto nonostante opposizione ostacola il normale sviluppo del processo (patologia funzionale).

Norme richiamate

  • Codice della strada, art.186, comma 7

    Norma sostanziale relativa al reato per il quale era stato emesso il decreto penale di condanna oggetto di opposizione.

  • Codice di procedura penale, art.441-bis, comma 4

    Individua le ipotesi eccezionali in cui il giudice può intervenire sulla richiesta di rito abbreviato; la Corte ha osservato che la revoca d'ufficio è ammissibile solo nei casi tassativi previsti da questa norma.

  • Codice di procedura penale, art.464, comma 1

    Principio secondo cui, in presenza di opposizione a decreto penale, il giudice deve adottare gli atti idonei al prosieguo (es. decreto che dispone il giudizio immediato), non dichiarare semplicemente esecutivo il decreto impugnato.

  • Codice di procedura penale, art.177

    Principio di tassatività delle nullità; la Corte segnala che la figura dell'abnormità costituisce un'eccezione a tale principio, giustificando l'intervento di legittimità.

  • Codice di procedura penale, art.568

    Riguarda i mezzi di impugnazione; la Corte ricorda che l'abnormità può essere rilevata anche se il provvedimento non è espressamente contemplato tra quelli impugnabili.

  • Codice di procedura penale, art.606, comma 1

    Elenca i motivi di impugnazione in sede di legittimità; la sentenza distingue l'abnormità dai vizi tassativamente elencati in questa norma.

  • Giurisprudenza - Sez. U., n.20569/2018 (Ksouri)

    Definizione e funzione della nozione di 'abnormità' come strumento per rimuovere provvedimenti incompatibili con il sistema processuale.

  • Giurisprudenza - Sez. U., n.25957/2009 (Toni e altro)

    Conferma l'eccezionalità della categoria dell'abnormità e la sua finalità di tutela del regolare svolgimento del processo.

  • Giurisprudenza - Sez.4, n.45913/2023 (PG/Bellato)

    Principio secondo cui la richiesta di rito abbreviato è revocabile fino al provvedimento che la dispone; deroghe devono essere motivate e previste dalle norme.

  • Giurisprudenza - Sez.2, n.13969/2020 (Rame Andrea) e Sez.3, n.9921/2009 (Majouri)

    Precedenti che sottolineano l'illegittimità della revoca dell'ammissione al rito abbreviato al di fuori delle ipotesi previste dall'art.441-bis.

  • Giurisprudenza - Sez.3, n.8713/2008 (Pecci) e Sez.5, n.53443/2018 (Guercio)

    Enunciano che è abnorme dichiarare l'esecutività di un decreto penale di condanna rigettando l'opposizione ritualmente proposta: il giudice deve, invece, disporre il giudizio immediato o valutare l'inammissibilità dell'opposizione.

  • Giurisprudenza - Sez.3, n.31231/2019 (Lambertini)

    Conferma che, in casi di opposizione con richiesta di oblazione non accolta, la dichiarazione di esecutività è contraria al corretto iter processuale.

Massime di principio

  • La revoca d'ufficio dell'ammissione al rito abbreviato è illegittima se non prevista espressamente dalla legge (art.441-bis c.p.p.) o se non risulta una manifesta e valida rinuncia dell'imputato.
  • In caso di opposizione a decreto penale di condanna con richiesta di rito abbreviato, il giudice non può dichiarare esecutivo il decreto senza aver prima valutato l'ammissibilità dell'opposizione e, se del caso, disporre il giudizio immediato; la dichiarazione di esecutività costituisce deviazione funzionale e può essere annullata per abnormità.
  • La nozione di 'abnormità' permette alla Cassazione di annullare provvedimenti che siano estranei o eccentrici rispetto al sistema processuale, anche se tali provvedimenti non sono espressamente previsti come impugnabili, ma va considerata eccezionalmente e con attenzione.
  • Nelle situazioni analoghe la difesa dovrebbe segnalare tempestivamente la violazione procedurale (assenza di motivazione, revoca non autorizzata, esecutività nonostante opposizione) e può chiedere l'annullamento in Cassazione, con possibilità di ottenere l'annullamento senza rinvio e la restituzione degli atti per il regolare prosieguo.
  • Per evitare contestazioni procedurali è consigliabile che l'imputato o il difensore dichiarino espressamente la rinuncia al rito abbreviato se tale è la volontà, e che si curi la presenza o la rappresentanza processuale nelle udienze rilevanti per non pregiudicare le scelte processuali.

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