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Sentenza

Sentenza del 18/02/2015 n. 3204 - Corte di Cassazione

ACCERTAMENTI E CONTROLLI - POTERI DEGLI UFFICI - ACCESSI, ISPEZIONI E VERIFICHE - Apertura di pieghi, borse e casseforti - Condizioni - Autorizzazioni del Procuratore della Repubblica - Necessità solo in caso di apertura coattiva - Fattispecie.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha impugnato un avviso di rettifica relativo all'anno 1997, contestando il recupero a tassazione di maggiori imposte sul reddito e IVA derivanti da un appalto con il Comune di Paternò, dall'IVA relativa ad acconti di un contratto di affitto e dall'IVA detratta per l'acquisto di carburanti. In particolare, ha sostenuto che la documentazione rinvenuta nella cassaforte fosse stata acquisita senza la necessaria autorizzazione del Procuratore della Repubblica e che i ricavi dell'appalto dovessero essere imputati agli anni 1987 o 1994, anziché al 1997. Ha inoltre contestato l'assoggettamento a IVA degli interessi liquidati giudizialmente, la mancata considerazione della non contestazione da parte dell'Ufficio e un'asserita inversione dell'onere della prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministro dell'Economia e delle Finanze, poiché l'unico soggetto legittimato passivamente era l'Agenzia delle Entrate. Ha rigettato integralmente il ricorso contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha ritenuto che l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica per l'apertura della cassaforte fosse necessaria solo in caso di apertura coattiva, non quando il contribuente collabori all'apertura senza formulare specifiche contestazioni. Ha inoltre confermato l'imputazione dei ricavi al 1997, anno in cui il credito era divenuto certo e definitivo per effetto della sentenza passata in giudicato, nonché la validità degli ulteriori recuperi fiscali. Nulla è stato disposto sulle spese, per la mancata costituzione dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 52, comma 3

    L'autorizzazione del Procuratore della Repubblica all'apertura di pieghi sigillati, borse, casseforti e mobili è richiesta in caso di "apertura coattiva".

    L'autorizzazione è necessaria soltanto quando l'apertura avviene contro la volontà del contribuente. Non occorre quando il contribuente collabora e assiste all'apertura senza contestazioni specifiche.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 33

    Estende, in materia di imposte dirette, i poteri di accesso, ispezione e verifica previsti dalla disciplina IVA.

  • D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 57, comma 1

    Il trasferimento alle Agenzie fiscali dei rapporti giuridici, dei poteri e delle competenze del Ministero determina la legittimazione passiva dell'Agenzia delle Entrate nelle controversie fiscali successive all'operatività delle Agenzie.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, artt. 75 e 109

    I componenti positivi e negativi del reddito devono essere imputati all'esercizio di competenza secondo criteri legali inderogabili. Per gli appalti, il ricavo rileva quando i lavori sono ultimati e accettati, anche tacitamente, oppure quando il corrispettivo diventa certo e definito.

  • Codice civile, art. 1665, commi 2 e 3

    L'accettazione dell'opera può risultare dal collaudo, da una manifestazione espressa o da comportamenti incompatibili con la mancata accettazione.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 2, comma 3, lettera a), 3, 6 e 21

    Le prestazioni di servizi si considerano effettuate, ai fini IVA, al pagamento del corrispettivo, salvo fatturazione o pagamento anticipato. La mera esecuzione materiale della prestazione non basta, in assenza di fatturazione, a individuare il momento impositivo.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 23, comma 3

    La non contestazione di un fatto può assumere rilievo nel processo tributario, ma deve essere allegata e dimostrata in modo puntuale, nel rispetto dell'onere di autosufficienza del ricorso per cassazione.

  • Codice di procedura civile, artt. 112, 167 e 416

    Il giudice deve pronunciarsi sulle domande e questioni ritualmente proposte; tuttavia, la deduzione di omessa pronuncia o di non contestazione deve indicare con precisione gli atti processuali rilevanti.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    Per i ricorsi soggetti alla disciplina applicabile ratione temporis, i motivi fondati su violazione di legge e vizio di motivazione dovevano contenere distinti quesiti di diritto e momenti di sintesi. La formulazione cumulativa e indistinta comporta l'inammissibilità.

Massime di principio

  • L'autorizzazione del Procuratore della Repubblica per l'apertura di una cassaforte o di altri contenitori protetti è necessaria quando l'apertura è coattiva; se il contribuente collabora volontariamente, l'autorizzazione non è normalmente richiesta.
  • La collaborazione del contribuente durante la verifica, seguita dall'assenza di contestazioni specifiche nel verbale conclusivo, può rendere più difficile contestare successivamente la legittimità dell'apertura o dell'acquisizione dei documenti.
  • Per i ricavi derivanti da appalti, il principio di competenza impone di imputare il reddito all'esercizio in cui l'opera è accettata oppure in cui il corrispettivo diventa certo e definitivo; se il credito viene riconosciuto solo con una sentenza passata in giudicato, il relativo componente può rilevare in quell'anno.
  • Ai fini IVA, per le prestazioni di servizi il momento impositivo coincide generalmente con il pagamento del corrispettivo, salvo che vi sia stata previamente emissione della fattura o pagamento totale o parziale.
  • Nel ricorso per cassazione occorre distinguere chiaramente i diversi vizi denunciati e indicare gli atti e i fatti rilevanti; motivi cumulativi, generici o non autosufficienti possono essere dichiarati inammissibili anche senza esame del merito.
  • Dopo il trasferimento delle funzioni alle Agenzie fiscali, le controversie fiscali devono essere indirizzate contro l'Agenzia competente e non contro il Ministero dell'Economia e delle Finanze.

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