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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33923/2023 del 05/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Palermo che, nell'opposizione ex art. 702-bis c.p.c. alla stima per acquisizione sanante disposta con decreto n.111/2017 della Città Metropolitana di Palermo, aveva determinato l'indennizzo complessivo per il terreno acquisito (basandosi sulla c.t.u.) e rigettato le domande nei confronti del Comune di Bagheria. Le censure dei ricorrenti si articolavano in più motivi: (i) incompetenza della Corte d'appello su parte della controversia e ultra petizione perché la residua porzione di terreno (diversa da quella soggetta a dichiarazione di pubblica utilità) sarebbe dovuta essere devoluta al giudice ordinario in primo grado; (ii) errata valutazione della consistenza del fondo (contestazione tra annotazioni catastali/trascrizioni e accertamento tecnico: 1.330 mq vs 1.170 mq) e prevalenza dei registri immobiliari tavolari sul catasto; (iii) vizi di motivazione relativi al valore venale attribuito al fondo, al mancato esame delle fonti delle indagini e al calcolo del termine iniziale dell'occupazione illegittima; (iv) contestazione della compensazione integrale delle spese di lite. In via incidentale era stata sollevata anche una questione di procedibilità relativa al deposito della procura alle liti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul profilo procedurale ha ritenuto il ricorso procedibile nonostante la procura speciale non risultasse nel fascicolo telematico dei ricorrenti, perché tale procura era stata comunque depositata nel fascicolo telematico da uno dei controricorrenti entro il termine per le verifiche preliminari, applicando il principio nomofilattico delle Sezioni Unite sul deposito dei documenti prescritti a pena di improcedibilità. Quanto al merito delle censure, la Corte ha ritenuto che le doglianze siano, in larga parte, censurabili soltanto con riferimento a fatti e valutazioni di merito (accertamenti della c.t.u. e valutazioni sui metri quadri e sul valore unitario) e quindi non idonee a fondare il ricorso per cassazione: i motivi di cassazione sono stati dichiarati inammissibili perché attinenti a valutazioni istruttorie e prive della specificità richiesta per l'impugnazione in sede di legittimità. Inoltre la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'attore favorevole su un autonomo capo (qui: competenza o composizione del giudizio) non può impugnare per denunciare quel difetto. Conseguentemente il ricorso è inammissibile e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese in favore del controricorrente Libero Consorzio Comunale di Palermo - Città Metropolitana di Palermo (liquidate in dettaglio nell'ordinanza); non sono state disposte spese a carico dei ricorrenti in favore del Comune di Bagheria, atteso che la statuizione sul suo difetto di legittimazione passiva era passata in giudicato.

Norme richiamate

  • art. 702-bis cod.proc.civ.

    Disciplina il procedimento di opposizione alla stima nelle procedure di espropriazione/acquisizione sanante; è il titolo processuale con cui i ricorrenti hanno proposto l'opposizione alla stima

  • art. 369 cod.proc.civ.

    il ricorso deve essere depositato a pena d'improcedibilità nel termine di giorni venti dall'ultima notificazione alle parti e che insieme ad esso debbano essere depositati, sempre a pena d'improcedibilità: 1) il decreto di concessione del gratuito patrocinio; 2) copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione...; 3) la procura speciale, se questa è conferita con atto separato; 4) gli atti processuali, i documenti, i contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.

    Stabilisce l'elenco dei documenti da depositare a pena di improcedibilità; la Corte ha valutato che la procura, pur mancandone la copia nel fascicolo dei ricorrenti, era comunque acquisita nel fascicolo per deposito effettuato da un controricorrente entro il termine utile

  • Sezioni Unite Cassazione (giurisprudenza richiamata)

    Le Sezioni Unite hanno precisato che il deposito a pena di improcedibilità dei documenti funziona da presidio procedurale e che l'eventuale mancato deposito può essere superato se il documento è prodotto dal controricorrente nei termini o acquisito d'ufficio; la Corte di Cassazione ha applicato tale principio al caso della procura

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Norma di riferimento per la liquidazione delle indennità connesse all'acquisizione sanante; la Corte d'appello ha operato la liquidazione dell'indennizzo sulla base di detta disciplina e della c.t.u.

  • artt. 91 e 92 cod.proc.civ.

    Regolano la liquidazione delle spese di lite e la possibilità di compensazione; la Corte ha ritenuto giustificata la compensazione integrale delle spese in considerazione del sensibile ridimensionamento del valore venale rispetto alla domanda

  • art. 360 cod.proc.civ.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione; i ricorrenti hanno invocato le lettere concernenti violazione di norme e vizio di motivazione, ma la Corte ha ritenuto che molte doglianze attengano a valutazioni di fatto non sindacabili in cassazione senza specificità

  • art. 13 d.P.R. 115/2002 (come modificato)

    Prevede disposizioni sul contributo unificato; la Corte ha disposto l'ulteriore versamento del contributo unificato da parte dei ricorrenti ove dovuto

  • art. 37 cod.proc.civ. (richiamato nella motivazione, novellato)

    Principio secondo cui l'attore non può impugnare la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui adito; applicato in senso più rigoroso alla competenza, per escludere censure sopravvenute quando l'attore non è soccombente su tale punto

Massime di principio

  • Il mancato deposito di documenti prescritti a pena di improcedibilità (es. procura, copia autentica della decisione) può essere superato se tali documenti sono acquisiti nel fascicolo telematico da altro soggetto (controricorrente) entro il termine di chiusura delle verifiche preliminari: in pratica la cancelleria può ritenere procedibile il ricorso se il documento è comunque presente nel fascicolo telematico nei termini utili.
  • Le censure che mirano a rimettere in discussione valutazioni tecniche o accertamenti di fatto svolti dalla Corte d'appello sulla base di una consulenza tecnica d'ufficio sono difficilmente ammissibili in sede di legittimità se non sono proposte con specifiche, concrete e puntuali doglianze di diritto; la cassazione non è il mezzo per un nuovo esame del merito tecnico-istruttorio.
  • Chi abbia promosso l'azione dinanzi a un giudice e sia rimasto vincitore su un capo di decisione non può, in linea di principio, impugnare la sentenza per denunciare il difetto di competenza/giurisdizione del giudice da lui adito in relazione a quel capo, soprattutto se la censura riguarda questioni autonome già favorevoli all'attore.
  • Le risultanze catastali o le trascrizioni immobiliari (annotazioni tavolari) hanno rilievo, ma l'accertamento dell'estensione e delle caratteristiche oggettive del bene rileva come fatto tecnico e va valutato in base agli elementi istruttori concreti; la prevalenza di una registrazione su un accertamento tecnico non è automatica.
  • La liquidazione delle spese processuali può essere integralmente compensata quando sussistano giusti motivi (ad es. sensibile ridimensionamento del valore attribuito in giudizio rispetto alla domanda): non ogni vittoria parziale comporta la condanna integrale alle spese della controparte.
  • Nelle contestazioni sul calcolo della decorrenza dell'occupazione illegittima è essenziale individuare con precisione i termini e le delibere amministrative rilevanti: decisioni sul punto si fondano su interpretazioni degli atti amministrativi e su accertamenti di fatto e pertanto richiedono specifica deduzione e prova per essere riesaminate in cassazione.

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