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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26937/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le parti civili hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato l'assoluzione di Federici per il reato di calunnia (art. 530, comma 2, c.p.p.), sostenendo che i giudici avessero travisato le prove e violato la legge. I motivi di ricorso contestavano: (1) l'erronea valutazione su chi avesse consegnato gli assegni circolari da 1.400.000 euro (Marcolini vs Pizzino) e la conseguente interpretazione del ruolo del Pizzino; (2) il presunto travisamento delle dichiarazioni testimoniali e la loro valutazione da parte della Corte d'appello (in particolare Raiola e Masciotta); (3) la mancata considerazione delle consulenze tecniche che, secondo i ricorrenti, avrebbero confermato l'autografia delle sottoscrizioni del Federici e quindi l'effettiva richiesta e erogazione del finanziamento. In sostanza i ricorrenti chiedevano che si ritenesse provata la falsità della denuncia del Federici e, quindi, la sua responsabilità per calunnia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ritenendo che essi riproponessero soltanto una diversa lettura del merito già esaminata e motivatamente respinta dai giudici di merito. La Suprema Corte ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la valutazione dei giudici di merito circa: l'incertezza sull'effettiva erogazione del finanziamento di 1.400.000 euro, la mancanza di documentazione completa (richiesta di mutuo, contratto, garanzie, condizioni), l'assenza di perizia sull'originale della raccomandata allegata al decreto ingiuntivo (documento prodotto in copia) e la non dimostrata autografia delle firme contestate. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata confermata nella sostanza e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare una somma alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    assolto ex art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Il beneficio dell'assoluzione previsto dall'art. 530, comma 2 ("perché il fatto non sussiste") è stato applicato a favore di Federici: la Corte ha ritenuto che non fosse provata la sussistenza del fatto imputato (calunnia) in presenza di fondati dubbi sull'effettiva erogazione del finanziamento e sull'autografia delle firme.

Massime di principio

  • In presenza di documenti prodotti in copia e contestati nella loro autenticità, è essenziale reperire l'originale e disporre perizia grafica: la mancanza di tali accertamenti può portare a dubbi tali da impedire una condanna.
  • La doglianza di "travisamento della prova" in Cassazione è inammissibile se si limita a proporre una diversa valutazione del materiale probatorio già esaminato e motivatamente ritenuto non convincente dai giudici di merito; bisogna dimostrare che l'errore investe un elemento decisivo della motivazione.
  • Anomalie nell'iter di erogazione (assenza di istruttoria, mancanza di garanzie, assenza di documentazione formale) possono essere valorizzate dal giudice come elementi che creano ragionevoli dubbi sull'effettiva erogazione di somme contestate.
  • Le versioni contrastanti dei testi e le valutazioni sulla credibilità sono riservate al giudice di merito: la Cassazione non rivede il merito se la motivazione dei giudici è congrua e non manifestamente illogica.
  • Chi impugna una sentenza penale deve proporre censure che superino la mera richiesta di rivalutazione del materiale probatorio; le censure devono mostrare errori logico-giuridici o di fatto tali da incidere sulla decisione.

Testo integrale

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