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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17480/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Giudice di pace di Brescia per mancata e contraddittoria motivazione quanto al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche: il giudice ha motivato il riconoscimento con la frase "in virtù della recidiva contestata", mentre dalla contestazione non risulta alcuna recidiva; inoltre il Giudice non ha indicato gli elementi, tra quelli previsti dall'art. 133 c.p., ritenuti preponderanti per concedere le attenuanti.

La decisione

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della pubblica accusa; ha ritenuto fondato il vizio di motivazione e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Ha disposto il rinvio al Giudice di pace di Brescia per un nuovo esame sul punto e in diversa persona fisica. La condanna sostanziale per il reato richiamato non è stata integralmente annullata, salvo quanto potrà derivare dal nuovo giudizio sulle attenuanti.

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma 5-quater

    Norma sostanziale del reato per cui l'imputato è stato giudicato colpevole; citata per qualificare il fatto-reato oggetto del procedimento.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    Base normativa del motivo di cassazione invocato dalla pubblica accusa: vizio della motivazione (mancanza e contraddittorietà) come possibile causa di annullamento in sede di legittimità.

  • Codice penale, art. 133

    Elenca i criteri per la determinazione delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha rilevato che il giudice di merito non ha dato conto degli elementi tra quelli indicati dall'art. 133 ritenuti preponderanti ai fini del riconoscimento delle attenuanti.

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Norma procedurale che consente la presentazione di requisitoria scritta da parte del pubblico ministero; citata perché il Procuratore generale ha prodotto una requisitoria scritta ai sensi di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche è una valutazione di fatto del giudice del merito ma richiede motivazione chiara: il giudice deve indicare quali elementi dell'art. 133 c.p. ha ritenuto prevalenti.
  • La motivazione non può fare riferimento a circostanze non emerse dall'atto di imputazione (es.: affermare una recidiva non contestata) senza adeguata base probatoria e formale.
  • La pubblica accusa può proporre ricorso per cassazione ex art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. quando la motivazione sulle attenuanti risulti mancante o contraddittoria; tale ricorso può ottenere l'annullamento limitato alla parte viziata della decisione.
  • Il rimedio pratico è l'annullamento parziale con rinvio per nuovo esame sul punto da parte di diverso giudice: la parte sostanziale della sentenza può rimanere in piedi fino all'esito del nuovo giudizio sulle attenuanti.
  • Per evitare impugnazioni, il giudice di merito deve esplicitare i fatti e i criteri applicati per concedere o negare le attenuanti generiche, evitando formule vaghe o riferimenti a circostanze non presenti nel capo di imputazione.
  • Se si intende far valere la recidiva o altra circostanza impeditiva o aggravante/attenuante, essa deve essere contestata formalmente o emergere chiaramente dagli atti e dalla motivazione.

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