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Sentenza

Sentenza n. 200/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal MAECI in ordine alla richiesta del 15/10/2025 di un appuntamento per la formalizzazione dell’istanza di visto per motivi di studio.

Giustizia amministrativa202512726

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sulla richiesta del 15 ottobre 2025 di fissazione di un appuntamento per formalizzare l'istanza di visto per motivi di studio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla richiesta di appuntamento necessaria a formalizzare la domanda di visto per motivi di studio. Ha dedotto l'esistenza di un obbligo dell'amministrazione diplomatica di provvedere e l'inerzia protratta oltre il termine previsto per la conclusione del procedimento. Il ricorso si fonda sulla qualificazione della richiesta di appuntamento come fase preliminare e integrante del procedimento di rilascio del visto, non sottratta al sindacato del giudice amministrativo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la fissazione dell'appuntamento presso la sede diplomatica, necessaria per formalizzare l'istanza di visto, costituisca parte integrante del procedimento amministrativo e non una fase irrilevante o sottratta al controllo giurisdizionale. La richiesta di appuntamento è stata qualificata come istanza in senso tecnico, idonea a far sorgere l'obbligo di provvedere in capo all'amministrazione consolare. Il termine della fase preliminare deve essere computato nel termine complessivo di conclusione del procedimento, che, ai sensi dell'art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999, non può superare 90 giorni. Il Collegio ha quindi ordinato all'Ambasciata d'Italia a Islamabad di convocare il ricorrente con la massima sollecitudine e comunque entro 15 giorni dalla comunicazione della sentenza. Le spese di lite sono state compensate, salvo il rimborso del contributo unificato eventualmente versato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio dell'amministrazione; il giudice ha verificato l'illegittimità dell'inerzia e ordinato all'amministrazione di provvedere.

  • art. 60 c.p.a.

    Richiamato in epigrafe quale base per la definizione del giudizio in forma semplificata.

  • art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999

    Il termine complessivo per la conclusione del procedimento di visto, comprensivo della fase preliminare di fissazione dell'appuntamento, non può superare 90 giorni.

Massime di principio

  • La richiesta di fissazione di un appuntamento presso una sede diplomatico-consolare, quando costituisce passaggio necessario per formalizzare una domanda di visto, è un'istanza in senso tecnico e fa sorgere in capo all'amministrazione l'obbligo di provvedere.
  • La fase preliminare di convocazione del richiedente è parte integrante del procedimento amministrativo di rilascio del visto e non può essere sottratta al sindacato del giudice amministrativo sull'inerzia dell'amministrazione.
  • Il termine per la conclusione del procedimento di rilascio del visto comprende anche il periodo necessario alla fissazione dell'appuntamento preliminare e, nel caso considerato, non può complessivamente superare 90 giorni ai sensi dell'art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimento

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