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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17825/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza del 22/06/2023 che ha rigettato la richiesta di sospensione o revoca dell'ordine di demolizione relativo a una villetta a Carini. Denuncia, primo, violazione di legge e mancata attività istruttoria del giudice dell'esecuzione che non avrebbe acquisito o vagliato la documentazione tecnica depositata al Comune (relazioni peritali, elaborati metrici) e non avrebbe disposto una perizia, sostituendosi all'amministrazione nel valutare la sanatoria; secondo, vizio di motivazione perché la sospensione sarebbe stata revocata nonostante l'istanza di sanatoria renda inefficace (e non solo sospesa) l'ordine di demolizione, per cui l'originario titolo esecutivo sarebbe privo di efficacia fino all'adozione di un nuovo provvedimento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato la ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse correttamente svolto la verifica dei presupposti della domanda di sanatoria: ha acquisito la comunicazione di rigetto del Comune (rigetto notificato il 23/12/2022 e nota del 14/03/2023 del Capo Ripartizione VII edilizia attestante l'insussistenza delle condizioni per la sanatoria) e, sulla base di tale documentazione, ha legittimamente revocato la sospensione dell'ordine di demolizione. La Corte ha inoltre precisato che l'istanza di sanatoria comporta solo la sospensione dell'ordine e non la sua inefficacia automatica; infine ha ricordato che, anche in caso di permesso in sanatoria ai sensi dell'art.36 DPR 380/2001, restano perseguibili le violazioni della normativa antisismica e sulle opere di conglomerato cementizio, per cui la revoca dell'ordine di demolizione è preclusa se l'opera non risulti conforme a tali norme.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia), art. 31

    L'art. 31 è richiamato in relazione all'ordine di demolizione quale sanzione prevista per i reati edilizi; tale ordine, pur essendo revocabile, richiede verifica di compatibilità con eventuali atti amministrativi sopravvenuti che sanino l'abuso.

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia), art. 36

    L'art. 36 disciplina la rettifica/concessione in sanatoria: la presentazione della domanda e l'eventuale rilascio del permesso in sanatoria estinguono le contravvenzioni urbanistiche se ricorrono i presupposti, ma il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità e i requisiti formali e sostanziali dell'atto concessorio.

  • Normativa antisismica e disciplina sulle opere di conglomerato cementizio armato

    Le violazioni della normativa antisismica e sulle opere in cemento armato non sono automaticamente estinte dal permesso in sanatoria previsto dall'art. 36; il giudice non può revocare l'ordine di demolizione se l'opera non è conforme ai requisiti di sicurezza richiesti dall'ordinamento.

Massime di principio

  • La presentazione di una domanda di sanatoria sospende l'esecuzione dell'ordine di demolizione, ma non ne determina automaticamente l'inefficacia: il provvedimento amministrativo favorevole deve essere concreto, legittimo e verificato dal giudice dell'esecuzione.
  • In sede esecutiva chi chiede la sospensione o revoca dell'ordine di demolizione ha l'onere di allegazione (documentare che la domanda è stata proposta e indicare i fatti e gli atti rilevanti); l'onere probatorio spetta poi al giudice, che può acquisire atti comunali e disporre accertamenti tecnici se necessario.
  • Il giudice dell'esecuzione deve verificare specificamente i presupposti di legittimità della sanatoria (soggetto legittimato, proponibilità, assenza di cause ostative, conformità alle norme urbanistiche e vincolistiche) prima di revocare la misura demolitoria.
  • Anche se un permesso in sanatoria estinguesse le sole contravvenzioni urbanistiche, permangono i profili di responsabilità legati alla normativa antisismica e strutturale: la sicurezza è un limite invalicabile alla conferma della sanatoria e alla revoca dell'ordine di demolizione.
  • Il termine per l'esecuzione spontanea della demolizione decorre dalla conoscenza del provvedimento amministrativo di diniego: la riacquistata efficacia dell'ordine avviene se la sanatoria viene respinta.

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