Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02049/2026 del 19/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto negativo di competenza sollevato dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli nei confronti della Corte di Assise di Napoli in relazione al procedimento contro Antonio Amoroso (omicio consumato e tentato, reati in materia di armi, evasione, ecc., commessi tra 2 settembre e 4 ottobre 2024). L'origine della controversia è stata la richiesta di giudizio abbreviato (inizialmente condizionato ad integrazione probatoria, poi revocata e sostituita da giudizio abbreviato "secco"), la contestazione integrativa da parte del pubblico ministero dell'aggravante della premeditazione e la successiva dichiarazione di nullità, da parte della Corte di Assise, dell'udienza camerale del GIP e degli atti successivi, con trasmissione degli atti al GIP. Il GIP ha ritenuto di non essere competente e ha sollevato il conflitto.

La decisione

La Corte ha dichiarato il conflitto cessato. Motivo: nella stessa giornata era stato deciso un ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica contro l'ordinanza della Corte di Assise del 20 giugno 2025 (che aveva dichiarato la nullità dell'udienza del 6 maggio 2025). Il ricorso del Procuratore è stato accolto per abnormità del provvedimento impugnato e gli atti sono stati restituiti alla Corte di Assise di Napoli. Poiché è venuto meno il provvedimento declinatorio che aveva dato origine al conflitto, la situazione di stasi che aveva prodotto il conflitto è venuta meno e il conflitto è cessato.

Norme richiamate

  • art. 423 cod. proc. pen.

    Consente la contestazione integrativa da parte del pubblico ministero; nella ricostruzione offerta dal GIP la norma è stata richiamata per affermare che, nel caso di giudizio immediato e successiva richiesta di abbreviato, il PM può proporre la contestazione integrativa purché lo faccia dopo il decreto di fissazione dell'udienza camerale e prima della formale ammissione dell'imputato al rito abbreviato.

  • art. 458 cod. proc. pen.

    Regola l'udienza camerale in cui si valuta l'ammissione al giudizio abbreviato; è rilevante per individuare i termini entro cui il PM può esercitare la contestazione integrativa rispetto alla domanda di abbreviato.

  • criterio di competenza per delitti puniti con ergastolo

    La presenza di una contestata aggravante che può comportare la pena dell'ergastolo incide sulla competenza funzionale: i delitti puniti con l'ergastolo rientrano nella competenza della Corte d'Assise, con possibili effetti sulla ammissibilità o sulla prosecuzione del rito scelto.

  • principio di abnormità del provvedimento e rimedio in cassazione

    Un provvedimento dichiarato abnorme dalla Corte di legittimità può essere annullato con conseguente restituzione degli atti all'organo competente; l'accoglimento del ricorso per abnormità elimina la causa che aveva determinato il conflitto di competenza.

Massime di principio

  • Un conflitto di competenza tra giudici si estingue se il provvedimento declinatorio che ha dato origine al conflitto viene annullato da giudice superiore: la causa del contrasto viene meno e il conflitto cessa automaticamente.
  • Nel giudizio abbreviato richiesto dopo decreto di giudizio immediato, il pubblico ministero può proporre contestazione integrativa ai sensi dell'art. 423 c.p.p. purché la formuli dopo il decreto di fissazione dell'udienza camerale e prima della formale ammissione dell'imputato al rito; la mancata osservanza di tali termini può determinare contestazioni sulla legittimità dell'ammissione.
  • Se la contestazione integrativa introduce un elemento che rende il reato punibile con pena dell'ergastolo, la competenza funzionale può spostarsi alla Corte d'Assise; tuttavia la Corte d'Assise, se ritiene illegittima la mancata ammissione al rito abbreviato, può applicare meccanismi (es. riduzione premiale) senza necessariamente declinare immediatamente la propria competenza.
  • La revoca successiva da parte dell'imputato della richiesta condizionata di abbreviato (o la sua sostituzione con un "secco") non annulla automaticamente le questioni già insorte circa la legittimità della contestazione integrativa; occorre valutare i tempi e le modalità della contestazione rispetto agli atti processuali.
  • Quando si ritiene che un provvedimento del giudice collegiale sia abnorme (es. dichiarazione di nullità non motivata o regressione indebita del procedimento), il rimedio è il ricorso per cassazione: l'accoglimento può ripristinare la competenza originaria e far cessare eventuali conflitti.
  • In presenza di contestazioni complesse sulla ammissione al rito abbreviato e sulla competenza, è strategico agire tempestivamente con i rimedi disponibili (impugnazioni ordinarie e ricorsi per abnormità) per evitare la paralisi del procedimento e l'insorgere o il perdurare di conflitti di competenza.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.