Cassazione Penale, Sentenza n. 45061/2022 del 25/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della fattispecie di lieve entità di cui all'art. 73, comma 5, DPR 309/1990. Sostenne che la Corte di appello aveva valorizzato esclusivamente il dato quantitativo (circa 100 g di hashish, 33,793 g di principio attivo pari al 34,1%) e il calcolo delle "dosi medie" ricavabili, senza valutare compiutamente gli altri indici previsti dalla norma (mezzi, modalità, circostanze, assenza di elementi di stabile spaccio, possibile destinazione ad uso personale).
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha censurato la motivazione della Corte di appello per aver assunto in via esclusiva il dato ponderale e il numero astratto di dosi come indice decisivo. Richiamando la giurisprudenza (Sezioni Unite, incl. Murolo) ha affermato che la valutazione della lieve entità deve essere globale e non può fondarsi di norma unicamente sul quantitativo, salvo che il dato ponderale sia eccezionalmente pregnante. Ha precisato inoltre che la "dose media singola" prevista dal DM 11/4/2006 serve per la presunzione di uso personale e non per quantificare le dosi effettivamente commercializzate. La Corte ha preso atto di una ricognizione statistica (esame di 398 decisioni 2020-2022) che individua soglie ricorrenti compatibili con il fatto lieve e ha rilevato che i circa 100 g di hashish del caso rientrano nei valori per i quali la prassi giurisprudenziale tende a riconoscere la lieve entità. Non essendo emersi altri elementi che indichino una stabile attività di spaccio, la Corte ha riqualificato il fatto ai sensi dell'art. 73, comma 5, DPR 309/1990, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione per la rideterminazione della pena.
Norme richiamate
art. 73 DPR 9 ottobre 1990, n. 309, comma 5
La norma disciplina la fattispecie di lieve entità per il reato di illecita detenzione/cessione di stupefacenti; va interpretata dando luogo a una valutazione complessiva della offensività del fatto, che consideri dato qualitativo e quantitativo e gli altri indici (mezzi, modalità, circostanze). Il dato ponderale non può avere valenza esclusiva salvo casi di pregnanza eccezionale.
Decreto Ministeriale 11 aprile 2006
Introduce il concetto di "dose media singola" per la finalità di individuare la soglia ai fini della presunzione di uso personale; tale parametro non può essere usato per ricavare automaticamente il numero di dosi concretamente commercializzate ("dosi da strada").
Sez. U, n.51063 del 27/09/2018, "Murolo"
Affermata la necessità di una valutazione complessiva degli elementi della fattispecie concreta ai fini della riconducibilità al comma 5, e precisato che la diversità di sostanze non è di per sé ostativa al riconoscimento della lieve entità.
Sez. U, n.36258 del 24/05/2012, "Biondi"
Ha ammesso l'utilità di una ricognizione statistica delle decisioni per individuare valori soglia ricorrenti (es. in tema di "ingente quantità"), consentendo alla giurisprudenza di fornire parametri ricognitivi senza usurpare la funzione legislativa.
Sez. U, n.35737 del 24/06/2010, "Rico"
Conferma il principio che la lieve entità può essere riconosciuta solo se gli indici previsti dalla norma, presi nel loro insieme, indicano una offensività minima; se uno degli indici è negativamente determinante, gli altri non incidono.
Sez. U, n.17 del 21/06/2000, "Primavera"
Ribadisce la necessità di valorizzare congiuntamente i diversi elementi richiesti dall'art. 73, comma 5, per valutare la tenuità del fatto.
Massime di principio
- La valutazione della lieve entità ex art. 73, comma 5, deve essere globale: non bastano dati quantitativi isolati, ma si devono considerare anche modalità, mezzi, circostanze e indicazioni circa la stabilità dell'attività di spaccio.
- Il dato ponderale è un elemento importante, ma assume valore decisivo solo se particolarmente pregnante; quantitativi contenuti (es. nell'ordine di circa 100 g di hashish) possono risultare compatibili con il fatto lieve se non emergono altri indici di commercio protratto o organizzato.
- La "dose media singola" del DM 11/4/2006 serve per la presunzione di uso personale e non va readaptata come misura delle "dosi da strada": il numero teorico di dosi non prova di per sé una rilevante offensività.
- In assenza di elementi probatori della rete di spaccio (contatti con fornitori all'ingrosso, elevata disponibilità economica, numero di assuntori, confezionamento tipico da cessione), il giudice deve considerare l'ipotesi del "piccolo spaccio" e valutare favorevolmente la derubricazione quando gli altri indici sono assenti o scarsi.
- La giurisprudenza di legittimità può utilmente avvalersi di ricognizioni statistiche (valori soglia ricorrenti) come parametro orientativo per garantire una minima uniformità di giudizio, pur restando centrale l'apprezzamento concreto e comparativo degli elementi del caso.
- Quando il dato quantitativo supera soglie molto elevante, può assorbire gli altri elementi e ostare al riconoscimento del comma 5; viceversa, per quantitativi nella fascia bassa o media la valutazione comparata degli indici può portare alla derubricazione.
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