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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4637/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso concerne la condanna per porto di oggetti atti ad offendere (un punteruolo con impugnatura a martello, lunghezza 14 cm, punta di 8 cm) trovato nell'abitacolo dell'autovettura il 27/01/2018. Il ricorrente ha dedotto due censure: 1) vizio di motivazione perché non ci sarebbe prova che l'oggetto fosse chiaramente utilizzabile per offendere e testimoni non avrebbero riferito uso contro terzi; 2) inosservanza di legge e vizio di motivazione perché la polizia non avrebbe chiesto la giustificazione al momento del controllo e la giustificazione fornita successivamente (uso strumentale per lavoro da elettricista) avrebbe trovato riscontro nelle altre prove.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale: il contesto (arresto su segnalazione per stalking, immediata disponibilita dell'oggetto nell'abitacolo, assenza di attrezzi di lavoro rilevabili, compatibilità dello strumento con un danneggiamento ai pneumatici denunciato) non giustificava il porto. La Corte ha sottolineato che il "giustificato motivo" deve essere espresso e verificabile immediatamente e che la giustificazione fornita a posteriori non vale come elemento esimente. Confermata la qualificazione dell'oggetto come arma impropria. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • legge 18 aprile 1975, n. 110

    art. 4, comma secondo e terzo

    Il "giustificato motivo" per il porto di oggetti atti ad offendere sussiste solo se corrisponde a esigenze immediate e verifi cabili, con riferimento alla natura dell'oggetto, modalità del fatto, condizioni soggettive, luoghi e normale funzione dell'oggetto; la giustificazione dedotta a posteriori non esclude la responsabilità

  • codice di procedura penale

    Consente la condanna alle spese processuali e il pagamento in favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, con determinazione equitativa della somma

  • legge 20 febbraio 2006, n. 46

    disciplina del ruolo della Corte di cassazione

    Ribadisce che la Corte di cassazione è giudice della motivazione e non può sostituirsi al giudice del fatto esercitando una nuova valutazione del compendio probatorio

  • Giurisprudenza citata: Sez. 4, n. 49769 del 14/11/2019 (Rhimi)

    principio sul giustificato motivo

    Conferma che il giustificato motivo richiede congruenza tra esigenze dell'agente e regole comportamentali lecite con riferimento a natura dell'oggetto e contesto

  • Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 18925 del 26/2/2013 (Carrara)

    giustificazione immediata

    Stabilisce che la giustificazione rilevante è quella espressa nell'immediatezza e suscettibile di verifica da parte degli operanti; le giustificazioni fornite successivamente hanno valore limitato

  • Giurisprudenza citata: Sez. 5, n. 46482 del 20/6/2014 (A.)

    Qualsiasi oggetto di uso comune può costituire arma impropria se concretamente utilizzato o idoneo all'offesa; il porto cessa di essere giustificato quando viene meno il collegamento con la funzione normale dell'oggetto

  • Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 578 del 30/9/2019 (Brahime Maussa)

    criteri per valutare il giustificato motivo

    Riprende i parametri di valutazione: natura dell'oggetto, modalità del fatto, condizioni soggettive del portatore, luogo e funzione normale

Massime di principio

  • Il "giustificato motivo" per il porto di un oggetto atti ad offendere deve sussistere al momento del controllo ed essere immediatamente verificabile dagli operanti; spiegazioni fornite solo in sede di processo hanno scarso valore esimente
  • Un oggetto di uso comune può essere qualificato arma impropria se, nelle concrete circostanze, risulta idoneo all'offesa o collegato a fatti lesivi; la funzione normale dell'oggetto e il contesto sono elementi decisivi
  • L'onere di fornire una giustificazione plausibile al momento del controllo grava sul portatore; l'assenza di attrezzi di lavoro o di elementi che colleghino l'oggetto all'attività professionale indebolisce la tesi difensiva
  • Fatti precedenti o circostanze (es. denuncia per stalking, luogo e modalità del controllo, immediata disponibilità dell'oggetto) sono rilevanti nella valutazione della giustificazione
  • In sede di Cassazione non è possibile ottenere una rinnovata valutazione del merito dei fatti salvo che la motivazione del giudice sia assente, manifesta illogicità o contraddittorietà; le differenze interpretative delle stesse prove non bastano

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