Ordinanza n. 7/2026 - Milano, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta rilasciato in favore del ricorrente in data 27/07/2022;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha respinto la nuova domanda cautelare per insussistenza dei relativi presupposti. La sopravvenuta disponibilità di un'attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro è successiva all'adozione del provvedimento impugnato e, pertanto, non può incidere sulla valutazione della legittimità di quest'ultimo, da effettuarsi secondo il principio tempus regit actum. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta rilasciato il 27 luglio 2022
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta all'ingresso, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Una precedente istanza cautelare era già stata respinta, rilevando che il parere negativo dell'amministrazione competente si fondava sulla sentenza di liquidazione giudiziale riguardante il datore di lavoro cui era riferito il nulla osta. La nuova istanza cautelare è stata fondata sulla sopravvenuta disponibilità di un'attività lavorativa presso un datore di lavoro diverso da quello originario.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto il Tribunale ha ritenuto insussistenti i presupposti per sospendere l'efficacia dell'atto impugnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.
Massime di principio
- La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere valutata con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento della sua adozione, secondo il principio tempus regit actum.
- Una circostanza sopravvenuta all'adozione dell'atto impugnato, quale la disponibilità di un'attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro, non può essere utilizzata per dimostrare l'illegittimità originaria dell'atto né, in quanto tale, fondare la sospensione cautelare della sua efficacia.
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