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Sentenza

Sentenza n. 527/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento della deliberazione del Direttore Generale n. 718 del 14.10.2025, notificata in data 15.10.2025 di aggiudicazione e affidamento della fornitura di cartucce, toner e materiale di consumo per stampanti di cui alla gara indetta con deliberazione n.339 del 28.05.2025 alla Promo Rigenera S.r.l., nonché di ogni atto connesso;

Giustizia amministrativa202503184

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione di aggiudicazione e affidamento della fornitura alla controinteressata, nonché gli atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ricorrente ha impugnato l'aggiudicazione della procedura di gara indetta dall'Azienda Sanitaria Locale ASL TO5 per la fornitura di cartucce, toner e materiale di consumo per stampanti, contestando gli atti della procedura e chiedendone l'annullamento. Il testo non espone in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti. In sede cautelare, il TAR aveva ritenuto il ricorso assistito da una favorevole prognosi di accoglimento e aveva sospeso gli atti impugnati. Successivamente, la ricorrente e l'Amministrazione resistente hanno dichiarato che l'interesse alla decisione di merito era venuto meno in conseguenza di un accordo transattivo stipulato il 20 febbraio 2026, chiedendo la definizione del giudizio per improcedibilità e la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35 c.p.a., poiché l'accordo transattivo intervenuto tra la ricorrente e l'Amministrazione resistente aveva fatto venir meno l'interesse alla decisione di merito. La pronuncia non esamina né decide i motivi di illegittimità dell'aggiudicazione, nonostante la precedente sospensione cautelare fondata su una prognosi favorevole di accoglimento. Le spese di lite sono state compensate tra tutte le parti costituite, in ragione dell'accordo espresso tra ricorrente e Amministrazione, restando ferma la liquidazione già disposta per il giudizio cautelare.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    Il ricorso è improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione di merito.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della definizione del giudizio, senza un'ulteriore interpretazione specifica esplicitata nella sentenza.

  • art. 74 c.p.a.

    Richiamato dal giudice, senza una specifica applicazione interpretativa esposta nel testo.

  • art. 120 c.p.a.

    Richiamato in relazione al rito applicabile alla controversia in materia di gara, senza una specifica applicazione interpretativa nella decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso gli atti di una procedura di gara deve essere dichiarato improcedibile quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione di merito, anche a seguito di un accordo transattivo intervenuto tra il ricorrente e l'amministrazione resistente.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice amministrativo di esaminare nel merito i motivi di illegittimità dell'atto impugnato, anche qualora in sede cautelare sia stata formulata una prognosi favorevole all'accoglimento e siano stati sospesi gli atti gravati.
  • L'accordo delle parti sulla compensazione delle spese può giustificare la compensazione delle spese di lite tra tutte le parti costituite, ferma la liquidazione delle spese già disposta nella fase cautelare.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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