Sentenza n. 4613/2026 - Roma, Sezione 2Q
per l’accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità, previa adozione di misure cautelari, del silenzio serbato dall’Amministrazione resistente in ordine al procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, con relativa condanna a provvedere entro 30 giorni e richiesta di nomina di Commissario ad acta.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio dell’amministrazione sull’istanza volta a ottenere un appuntamento per formalizzare la domanda di visto d’ingresso per motivi di studio
Esito
La controversia
Il ricorrente, di cittadinanza pakistana, ha agito per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione nel procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio. In particolare, ha dedotto di non essere riuscito a ottenere dall’Ambasciata d’Italia in Islamabad un appuntamento necessario per la formalizzazione della domanda di visto, dopo avere effettuato la preiscrizione universitaria. Ha chiesto che l’amministrazione fosse condannata a provvedere entro trenta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta, previa adozione di misure cautelari.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. Nel corso del giudizio, infatti, l’amministrazione ha concesso l’appuntamento richiesto, ponendo il ricorrente nella condizione di presentare e formalizzare la domanda di visto; è stato così ottenuto il risultato concretamente sollecitato con l’istanza e con la diffida ad adempiere. Non residuava quindi interesse alla decisione sull’azione avverso il silenzio. Le spese di lite sono state compensate, ritenendo sussistenti giusti motivi in ragione dell’ingente flusso di domande affrontato dall’Ambasciata in Pakistan e dell’elevato contenzioso pendente sulla materia.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio instaurato contro il silenzio dell’amministrazione, l’amministrazione adotta una condotta che realizza integralmente il risultato concretamente richiesto dall’interessato, viene meno l’interesse alla decisione e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- L’azione contro il silenzio può essere proposta per ottenere che l’amministrazione ponga l’interessato nella condizione di formalizzare una domanda amministrativa, quando l’inerzia impedisca materialmente l’avvio o la prosecuzione del procedimento richiesto.
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