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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29324/2023 del 06/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi in cassazione sono stati proposti da Ristori e Bratos avverso la sentenza della Corte d'appello di Catania dell'11/11/2021 che aveva riformato il Tribunale. Ristori contestava la qualificazione della distrazione di somme erogate da Sviluppo Italia alla Sea S.r.l., deducendo violazione degli artt. 216 e 219 legge fall. e vizio di motivazione: secondo la difesa l'iscrizione al passivo in favore di Privitera non dimostrerebbe la mancata destinazione dei fondi, e risultavano rigettate richieste istruttorie (documentazione Sviluppo Italia e audizione di Scapellato) che avrebbero provato l'utilizzo regolare dei finanziamenti. Bratos proponeva tre motivi: (1) censurava la valutazione della bancarotta fraudolenta per distrazione per mancata prova della preesistenza dei beni al suo subentro, per l'esiguità del periodo di amministrazione e perché molte operazioni risultavano regolarmente documentate; (2) contestava la riconduzione a bancarotta documentale "specifica" (sottrazione di scritture) ritenendo contraddittoria la ricostruzione rispetto al Tribunale e denunciando violazione del principio devolutivo; (3) impugnava l'applicazione dell'aggravante del danno di rilevante entità, sostenendo che il danno specifico imputabile al solo periodo di amministrazione di Bratos non era stato adeguatamente quantificato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Ristori nella sua totalità; per Bratos ha dichiarato inammissibili i motivi salvo accogliere parzialmente il terzo motivo relativo all'aggravante di cui all'art. 219 legge fall., annullando la sentenza impugnata limitatamente a tale circostanza e rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Catania per nuovo giudizio su quel punto. In relazione al resto i ricorsi di Bratos sono stati ritenuti manifestamente infondati. Conseguentemente la sentenza di merito resta ferma nella parte in cui conferma responsabilità per bancarotta distrattiva e documentale (per Bratos) e per bancarotta distrattiva (per Ristori). Ristori è stato condannato al pagamento delle spese e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; Bratos non è stato condannato alle spese in considerazione del parziale accoglimento.

Norme richiamate

  • art. 216 legge fall.

    Riferimento alla fattispecie di bancarotta fraudolenta (in particolare le modalità di distrazione/occultamento del patrimonio societario). La Corte richiama che la perdita ingiustificata del patrimonio integra l'evento giuridico della bancarotta e che, se i beni non sono rinvenuti, grava sull'imprenditore l'onere di dimostrare la destinazione degli stessi.

  • art. 219 legge fall.

    Disciplina le circostanze aggravanti relative alla bancarotta; la Corte precisa che la valutazione del danno di rilevante entità va effettuata in relazione alla diminuzione patrimoniale effettivamente cagionata ai creditori (massa attiva disponibile), e non semplicemente in rapporto al passivo o alla differenza attivo-passivo o a singole operazioni.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama i limiti di enunciazione dei motivi di ricorso in cassazione e il principio di specificità nell'esposizione dei motivi.

  • art. 23 comma 8 d.l. 127/2020

    Norma emergenziale richiamata in ordine alla possibilità di trattare il ricorso senza intervento delle parti; la Corte segna l'ambito applicativo procedurale e temporale della disciplina.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese processuali per i ricorsi inammissibili; applicata nei confronti di Ristori per responsabilità nella causa di inammissibilità.

  • art. 587 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'annullamento e rinvio; la Corte osserva che la censura personale sul valore del danno è tale per cui non trova applicazione l'art. 587 c.p.p. che consente la non rinnovazione del giudizio in certe ipotesi.

Massime di principio

  • Onere della prova: quando beni o risorse finanziarie risultano mancanti dalla massa attiva, l'onere di provare la loro regolare destinazione ricade sull'imprenditore/amministratore; la mancata dimostrazione può costituire elemento fondante della responsabilità per bancarotta fraudolenta.
  • Vendite e pagamenti parziali: la cessione di macchinari e il ricevimento di un pagamento parziale possono costituire prova di distrazione se non è dimostrata la destinazione sociale della somma ricevuta e i beni non sono rinvenuti dalla curatela.
  • Scritture contabili: la semplice registrazione in bilancio o la registrazione di contratti non escludono necessariamente il dolo di occultamento o di distrazione; la sottrazione delle scritture è frequentemente ritenuta funzionale a nascondere atti depauperativi e può integrare la bancarotta documentale specifica se sussiste il dolo di pregiudizio ai creditori.
  • Quantificazione dell'aggravante: per applicare l'aggravante per danno di rilevante entità è necessario valutare la diminuzione patrimoniale complessiva causata ai creditori dalla condotta, e collegare tale diminuzione al periodo di amministrazione dell'imputato; una valutazione generica o basata solo su squilibri attivo/passivo è insufficiente.
  • Prove in appello: la rinnovazione istruttoria in sede d'appello è un rimedio eccezionale. Il giudice d'appello può rifiutare l'acquisizione di nuova prova se ritiene sufficiente l'istruttoria di primo grado, purché motivi adeguatamente il rigetto.
  • Riqualificazione in appello: il giudice d'appello può, entro certi limiti, dare una diversa qualificazione giuridica dei fatti anche in peius se la questione è strettamente connessa ai capi impugnati e non determina un aumento della pena in violazione del divieto di reformatio in peius; in caso di contestazioni alternative la riqualificazione è ammessa.

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