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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14010/2026 del 13/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce da una lite di confine tra fondi limitrofi. L'originaria attrice aveva chiesto il regolamento del confine tra le proprietà, il rilascio della porzione di terreno asseritamente occupata dai convenuti e, inoltre, aveva proposto azione negatoria servitutis per far accertare l'inesistenza di un diritto di transito vantato dai convenuti sul terreno di sua proprietà. I convenuti si erano costituiti resistendo e avevano proposto domanda riconvenzionale per l'usucapione della servitù di passaggio a favore del proprio fondo. Il Tribunale aveva rigettato sia la domanda di regolamento di confine sia la negatoria servitutis, ritenendo non provata la proprietà del terreno asservito al transito, e aveva rigettato anche la riconvenzionale di usucapione. La Corte d'appello aveva confermato il rigetto. In cassazione l'erede della originaria attrice deduceva, con sei motivi, principalmente: violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. per non avere la Corte territoriale considerato la documentazione prodotta sulla proprietà del terreno; violazione degli artt. 9 e 10 l. n. 1766/1927 e dell'art. 33 r.d. n. 332/1928 per avere escluso il valore probatorio dell'ordinanza di affrancazione; errata negazione degli effetti dell'affrancazione quale titolo di acquisto della proprietà; violazione dell'art. 949 c.c. per avere ritenuto non provata la negatoria servitutis; omesso esame delle risultanze della CTU circa l'assenza di prova di un passaggio preesistente; violazione dell'art. 950 c.c. per avere ritenuto che un accordo di regolamento del confine dovesse risultare per iscritto.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo, secondo, terzo, quinto e sesto motivo, dichiarando assorbito il quarto. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Salerno in diversa composizione, affinché riesamini la vicenda attenendosi ai principi affermati. La Corte ha ritenuto che, nelle azioni di regolamento di confine e di negatoria servitutis, non occorre la prova rigorosa della rivendicazione ex art. 948 c.c.; pertanto, l'ordinanza di affrancazione e il provvedimento di legittimazione in materia di usi civici potevano essere valutati come idonei titoli per dimostrare la proprietà del suolo controverso. Ha inoltre chiarito che l'affrancazione del fondo, in analogia con la disciplina dell'enfiteusi, determina l'acquisto della piena proprietà da parte dell'affrancante e che il negozio di accertamento sul confine non richiede la forma scritta, potendo perfezionarsi anche verbalmente. Le spese del giudizio di legittimità sono state rimesse al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato come norma processuale la cui violazione era dedotta per l'erronea valutazione del materiale probatorio.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato come norma processuale la cui violazione era dedotta per l'erronea valutazione delle prove da parte del giudice di merito.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma sul motivo di ricorso per cassazione per violazione di legge, richiamata dai motivi secondo, terzo, quinto e sesto.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Norma sul motivo di ricorso per cassazione per nullità processuale, richiamata nel primo motivo.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Norma sul vizio di omesso esame di fatto decisivo, richiamata nel quarto motivo, poi assorbito.

  • art. 9 l. n. 1766 del 1927

    Richiamato per sostenere che l'affrancazione degli usi civici comporta il trasferimento della proprietà e la libertà del terreno da oneri e pesi.

  • art. 10 l. n. 1766 del 1927

    Richiamato insieme all'art. 9 l. n. 1766/1927 in tema di affrancazione dei terreni gravati da uso civico.

  • art. 33 r.d. n. 332 del 1928

    Richiamato quale norma regolamentare sulla disciplina dell'affrancazione e della relativa documentazione.

  • art. 949 c.c.

    Norma posta a fondamento dell'azione negatoria servitutis; la Corte ribadisce che per tale azione non è richiesta la prova rafforzata della rivendica.

  • art. 948 c.c.

    Richiamato in contrapposizione all'azione di rivendicazione, rispetto alla quale soltanto è richiesta la prova piena della proprietà fino a un acquisto a titolo originario.

  • art. 950 c.c.

    Norma sul regolamento di confini; la Corte afferma che il confine può essere determinato anche mediante negozio di accertamento non soggetto a forma scritta.

  • art. 61 c.p.c.

    Richiamato nel motivo relativo alla CTU e alle sue risultanze.

Massime di principio

  • Nelle azioni di regolamento di confine e di negatoria servitutis l'attore non è tenuto a dare la prova rigorosa della proprietà richiesta per la rivendicazione; è sufficiente la dimostrazione del titolo valido di possesso o proprietà del fondo controverso, anche con mezzi presuntivi, ove compatibili con la domanda proposta.
  • L'atto di affrancazione di un fondo gravato da uso civico è idoneo a fondare la prova della proprietà in capo all'affrancante, perché determina il passaggio del bene a suo favore e il consolidamento della piena proprietà; la disciplina dell'enfiteusi è richiamabile in via analogica.
  • Nel giudizio sulla negatoria servitutis, un provvedimento di legittimazione e di affrancazione può costituire titolo sufficiente per dimostrare la proprietà del suolo asservito al preteso transito e per contestare l'esistenza della servitù.
  • Il negozio di accertamento diretto a determinare l'esatto confine tra fondi contigui non richiede la forma scritta, potendo perfezionarsi anche verbalmente; la forma scritta non è condizione di validità del relativo accordo.
  • Quando il giudice di merito esclude la rilevanza di titoli e provvedimenti idonei a provare la proprietà o il confine, la decisione è censurabile per violazione dei principi che governano l'onere probatorio nelle azioni reali e para-reali di confine e libertà del fondo.

Come è indicizzato

MaterieProprietàPossessoImpugnazioniProve
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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