Cassazione Penale, Sentenza n. 26169/2024 del 03/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la convalida dell'arresto in flagranza disposta il 03/02/2024 per la loro presunta consumazione di furti (artt. 110, 624, 625 nn. 4 e 5 c.p.). Hanno dedotto due motivi: 1) la querela a carico loro sarebbe stata irregolare perché presentata da soggetti privi di legittimazione a rappresentare le persone giuridiche offese (la farmacia Calabresi e il punto vendita Eurospin); 2) l'arresto non sarebbe avvenuto in flagranza o in quasi-flagranza ai sensi dell'art. 382 c.p.p., essendo gli imputati stati fermati dopo un intervallo temporale rilevante e non in immediata continuità con la commissione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Sul primo motivo ha ritenuto il gravame generico e infondato: la giurisprudenza consolidata ammette che il responsabile gestionale o il compossessore dei beni aziendali sia legittimato a proporre querela per furto nel supermercato, anche se non formalmente titolare della rappresentanza; l'art. 337 c.p.p. richiede solo l'indicazione della fonte dei poteri e presume la veridicità di tale dichiarazione fino a prova contraria. Nel caso specifico risultava per tabulas che i denunzianti si erano qualificati come contitolare o come assistente con delega e i ricorrenti non avevano fornito elementi idonei a confutare tale attribuzione. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto infondato il rilievo sulla mancata quasi-flagranza: la nozione di quasi-flagranza richiede una stretta contiguità temporale e materiale tra il fatto e la successiva sorpresa del presunto autore con cose o tracce del reato; non è necessaria la contemporaneità dell'inseguimento né che la sorpresa sia non casuale. Nel caso gli agenti, una volta informati, hanno agito immediatamente, visionato i filmati e rintracciato gli autori ancora in possesso della refurtiva, per cui non è stata ravvisata cesura tra fattispecie e intervento. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 110 c.p.
Riferimento alla partecipazione al reato; applicata come cornice ai capi d'imputazione relativi ai furti contestati.
art. 624 c.p.
Norma sul delitto di furto, richiamata quale fattispecie centrale dei reati contestati.
art. 625 nn. 4 e 5 c.p.
Aggravanti del delitto di furto richiamate nell'imputazione (circostanze che aggravano la pena).
art. 606 comma 1 lett. b) e lett. c) c.p.p.
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ritenuto il primo motivo generico e manifestamente infondato.
art. 382 c.p.p.
Disciplina dell'arresto in flagranza e quasi-flagranza; la Corte ha chiarito che la quasi-flagranza richiede contiguità tra fatto e sorpresa del reo con cose o tracce, senza richiedere la contemporaneità dell'inseguimento.
art. 337 c.p.p.
Regole sulla querela riferibile a persona giuridica: occorre indicare la fonte dei poteri del denunciante, ma non provarne la veridicità, che si presume fino a prova contraria.
art. 616 c.p.p.
Previsione delle conseguenze per la declaratoria di inammissibilità: la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma a favore della Cassa delle ammende.
Giurisprudenza richiamata (Sez. 5, n. 3736 del 04/12/2018 - Lafleur; Sez. U n. 40354 del 18/07/2013 - Sciuscio; Sez.2, n. 23534 del 18/04/2019 - Diaz Acuna; Sez. U n. 39131 del 24/11/2015 - Ventrice; Sez.6, n. 25331 del 19/05/2021 - P.)
Precedenti utilizzati per confermare che il gestore o compossessore è legittimato a querelare e per definire i confini della nozione di quasi-flagranza e della presunzione sull'indicazione dei poteri di rappresentanza.
Massime di principio
- La persona che gestisce o detiene materialmente i beni aziendali (responsabile di filiale, contitolare, compossessore) è generalmente legittimata a proporre querela per furto commesso nel locale, anche senza formale attribuzione di poteri di rappresentanza.
- Ai fini della querela riferibile a una persona giuridica, l'art. 337 c.p.p. richiede l'indicazione della fonte dei poteri del denunciante; la veridicità di tale indicazione si presume fino a prova contraria, perciò chi contesta la legittimazione deve fornire elementi specifici per superare la presunzione.
- La nozione di quasi-flagranza ammette l'arresto anche quando la polizia non ha colto il reo nel momento esatto della commissione, purché vi sia stretta contiguità temporale e materiale tra il fatto e la sorpresa del sospetto con cose o tracce riconducibili al reato; non è necessaria l'immediata corsa/inseguimento.
- Le impugnazioni di provvedimenti cautelari o di convalida dell'arresto davanti alla Cassazione richiedono motivi specifici e ben documentati; censure generiche o esplorative sono frequentemente dichiarate inammissibili e possono comportare condanne per spese e ammende.
- Se si intende contestare la legittimazione della querela o la natura della flagranza, è opportuno produrre subito elementi probatori (es. atti societari, deleghe revocate, registrazioni temporali) che dimostrino la carenza soggettiva o la discontinuità temporale rispetto alla commissione del fatto.
- L'uso di riprese video (CCTV) e l'immediata attività investigativa che porta al rintraccio degli autori ancora in possesso della refurtiva rafforza la legittimità dell'arresto in quasi-flagranza agli occhi dell'autorità giudiziaria.
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